Domenica, 22 Settembre 2019
CRISI DI GOVERNO

Mattarella: "Mi è stato chiesto tempo, da martedì nuove consultazioni"

Nuove consultazioni. È questa la decisione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine della due giorni di incontri. Il Capo dello Stato ha chiesto ai partiti di essere veloci ed essendogli stato comunicato da alcune forze politiche che sono state avviate iniziative per un’intesa, ha deciso di dare tempo fino alla prossima settimana quando, nelle giornate di martedì e mercoledì, sentirà nuovamente tutti i partiti e poi prenderà la decisione: un nuovo governo o scioglimento delle Camere.

"Con le dimissioni presentate dal presidente Conte che ringrazio per l'opera prestata si è aperta la crisi di governo", così è iniziato il discorso di Mattarella al termine delle consultazioni. "La crisi va risolta con decisioni chiare e tempi brevi - ha aggiunto -. Sono possibili solo governi che ottengano la fiducia del Parlamento su un programma per governare il Paese. In alternativa si indicono le elezioni".

"Se il Parlamento non esprime una maggioranza di governo le elezioni sono necessarie - ha affermato -. Alcune forze politiche mi hanno riferito di aver avviato interlocuzioni e mi hanno chiesto di sviluppare un confronto e verifiche. Ho il dovere di non precludere la volontà maggioritaria del Parlamento così come è avvenuto un anno addietro. Ho il dovere di richiedere decisioni sollecite. Martedì si terranno nuove consultazioni".

Tutti i partiti saranno chiamati a riferire nuovamente a Mattarella le loro decisioni. Mercoledì il presidente della Repubblica deciderà se dare vita ad una nuova maggioranza o sciogliere le Camere.

Intanto, si intensificano nelle ultime ore i contatti tra M5s e Pd per verificare la possibilità di dar vita a un governo. Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, sarebbe possibile un incontro - più probabile a livello di capigruppo - tra le due forze nella giornata di domani. Questo, in vista della definizione di un possibile accordo (e di un nome) da portare all’inizio della prossima settimana al Colle.

"Per noi il taglio dei parlamentari si deve fare ora, non fra 10 anni come chiede qualcuno. E’ una riforma fondamentale per il futuro del Paese con cui gli italiani risparmieranno mezzo miliardo di euro", ha detto Stefano Patuanelli, capogruppo M5s in Senato, durante l’assemblea dei gruppi.

"Oggi abbiamo presentato 10 punti per noi imprescindibili e, non a caso, il taglio dei 345 parlamentari è stato fissato come primo punto sia in virtù dell’importanza che gli attribuiamo sia in virtù del fatto che manca solo un voto e dunque due ore di lavoro della Camera per portarlo a compimento. Il taglio dei parlamentari è il presupposto per il prosieguo della legislatura e per darle solidità. A tal proposito, visto che oggi abbiamo letto dichiarazioni piuttosto vaghe al riguardo e visto che la Lega continua ad essere il partito del boh, vi chiediamo mandato per incontrare la delegazione del Pd per iniziare a parlare del primo punto appunto: il taglio dei parlamentari, sul quale chiederemo chiarezza".

E l’assemblea dei gruppi M5S ha dato mandato per acclamazione al capo politico Luigi Di Maio e ai capigruppo Stefano Patuanelli e Francesco D’Uva ad incontrare la delegazione del Pd.

E in serata, ecco arrivare una nota del segretario del Pd Nicola Zingaretti. "Dalle proposte e dai principi da noi illustrati al capo dello Stato e dalle parole e dai punti programmatici esposti da Di Maio - dichiara -, emerge un quadro su cui si può sicuramente iniziare a lavorare".

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