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Governo sull'orlo della crisi, l'ultimatum di Salvini: rimpasto e nuovo programma

Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini in aula al Senato

Probabile un nuovo faccia a faccia oggi tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Ma la crisi resta dietro l'angolo, anzi, l'ultimatum del leader leghista scade lunedì: cinque giorni per fare chiarezza e in un incontro con Giuseppe Conte, dettaglia le condizioni che pone al premier e a Luigi Di Maio per andare avanti con il governo.

Non solo il rimpasto (in pubblico nega, ma si parla di almeno tre ministri) ma anche una inversione di rotta sulle politiche, a partire da una frenata su reddito di cittadinanza e salario minimo. I Cinque stelle sarebbero pronti a dare il via al cambio di squadra, ma non a cedere sui dossier, perché poi - è la convinzione - il leader leghista alzerebbe sempre più l'asticella. E comunque, è la sensazione tra le fila pentastellate, Salvini avrebbe già deciso di aprire la crisi.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dal Quirinale osserva e attende gli sviluppi, nelle prossime ore, della situazione politica. Ha avuto contatti con Conte e starebbe esaminando il testo del decreto sicurezza bis sul quale non si esclude che dopo la firma possa esprimere - affermano in ambienti parlamentari - alcune osservazioni.

Di Maio, che in giornata avrebbe incontrato Conte e oggi dovrebbe vedere Salvini, annulla la riunione dei gruppi M5s e a notte fonda, dopo il comizio di Salvini a Sabaudia, scrive un post su Facebook in cui rivendica temi e orgoglio pentastellato.

Il ministro dell'Interno, osservano fonti leghiste, fa un discorso declinato al passato, raccontando il suo tormento, nelle ore della quasi rottura. Già oggi, avendo annullato gli incontri della giornata in Abruzzo, potrebbe rivedere Conte. C'è chi ipotizza un colloquio con Mattarella.
Per ora la condizione sarebbe - nonostante Salvini in pubblico smentisca - il cambio di alcuni ministri, tre su tutti: Danilo Toninelli, Sergio Costa e, secondo alcune fonti, Giovanni Tria. In più, un nuovo programma di governo a trazione leghista. Ma queste richieste, che pongono l'asticella molto in alto, sembrano difficilmente accettabili non solo per il M5s ma anche per Conte. Il premier ha annullato la conferenza stampa in programma prima della pausa di ferragosto: le prossime, sono ore di confronto e decisioni.

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