Venerdì, 06 Dicembre 2019
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ACCORDO LEGA-M5S

Decreto sicurezza bis, nuova stretta sugli sbarchi: maxi multe alle Ong

Migranti e sbarchi mettono nuovamente a dura prova la tenuta di maggioranza e governo. Poi, in extremis, M5s e Lega trovano l’accordo sugli emendamenti al decreto Sicurezza bis. Ed è un incastro di equilibri tra le varie proposte e, soprattutto, posizioni. I pentastellati stoppano i maggiori poteri al Viminale che la Lega si apprestava ad assegnare a Matteo Salvini, mentre la Lega incassa - ma solo dopo diverse ore - il via libera del Movimento alle multe più salate per le Ong (fino a un milione di euro).

A loro volta, i 5 stelle rinunciano a un emendamento che affidava al premier Giuseppe Conte l’ultima parola sulla chiusura delle acque territoriali. C'è perfetta sintonia, invece, sull'immediata confisca, attraverso il sequestro cautelare della nave, per le imbarcazioni che violano lo stop all’ingresso nei mari e porti italiani. E i 5 stelle chiedono che le navi confiscate vadano allo Stato, magari da destinare alle forze dell’ordine o alla protezione civile. La Lega poi punta a norme severissime per i capitani: se non rispettano l’alt della Guardia di finanza scatta l’arresto in flagrante ("se la norma fosse stata già in vigore Carola Rackete», alla guida della Ong Sea Watch, «sarebbe stata subito sottoposta ad arresto e non scarcerata», osserva un leghista).

In settimana, dopo le ammissibilità, le commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera inizieranno a votare le 547 proposte di modifica, di cui 160 a firma Forza Italia, 128 di FdI e 119 del Pd. Sono invece circa una quarantina quelle 'concordate' dagli alleati di governo, mentre sono una ventina gli emendamenti di singoli deputati pentastellati, tra cui figurano diversi 'malpancistì che già in occasione del primo decreto sicurezza sollevarono critiche e perplessità. Ad esempio, Luigi Gallo, presidente della commissione Cultura, ha presentato degli emendamenti sulla parte del decreto relativa all’ordine pubblico, con l’obiettivo di introdurre il codice identificativo e delle microtelecamere sulle divise degli agenti. Se alla Camera, però, la maggioranza non teme imboscate, è più delicata la questione al Senato dove, dopo le ultime espulsioni dal Movimento, i numeri si sono ulteriormente ristretti.

Molto probabile che il testo del decreto arrivi blindato all’esame di palazzo Madama (dal 30 luglio sarà in Aula) e già non si esclude il ricorso alla fiducia. Ma i leghisti, viene spiegato, vorrebbero la blindatura del provvedimento anche nel passaggio alla Camera, dove è atteso in Aula per lunedì prossimo, 15 luglio. Salvini si mostra tranquillo: «Se temo sorprese dai 5 stelle sul decreto Sicurezza bis? No, penso che la sicurezza del paese stia a cuore a tutti», dice arrivando a Montecitorio.

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