Venerdì, 06 Dicembre 2019
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DA PECHINO A ROMA

Caso Siri, Conte: "Confido di poterlo vedere domani ma non sono un giudice"

caso siri, scontro Lega-M5S, Giuseppe Conte, Sicilia, Politica
Armando Siri, sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, e Giuseppe Conte, presidente del Consiglio

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, confida di potere vedere già domani, al rientro da Pechino, il sottosegretario alle infrastrutture Armando Siri, indagato per corruzione dalla Procura di Roma.

"Domani confido di poterlo vedere. Non ho ancora fissato l’incontro - ha detto da Pechino -, ma domani sicuramente sarà il primo giorno utile per poterlo vedere".

"Sono d’accordo con Salvini e, infatti, l’ho dichiarato anche io - ha poi aggiunto -. Sono avvocato. Non ho mai fatto il giudice neppure prima e neppure adesso. Non è certo con l’approccio del giudice che affronterò il problema".

Al rientro "in Italia riprenderemo il lavoro quotidiano e strategico perchè siamo nella 'fase due' del governo, con lo sblocca cantieri, il decreto crescita, le strategie per potenziare la ricerca e rinforzare tutto il sistema dell’istruzione", ha poi affermato prima di ripartire da Pechino alla volta di Roma.

"Dobbiamo lavorare al turismo, rinforzare il sistema agroindustriale, valorizzare i nostri beni culturali - ha aggiunto -. Abbiamo un’agenda fittissima di lavoro".

"In tutti i miei viaggi mi viene spesso sottolineato che ciò che è importante per il bene dell’Italia è la stabilità di governo. Io e i miei vicepremier - afferma - ne siamo assolutamente consapevoli e lavoriamo tutti e tre per questo"

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