Martedì, 12 Novembre 2019
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DOPO LE DIRETTIVE

Salvini-Orlando, altro scontro: "Ossessionato da me". "Stia meno su Facebook e di più al ministero"

di
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Matteo Salvini durante la convention laziale della Lega

«Secondo questo fenomeno del Pd sarei uno stragista e avrei determinato un 'genocidio volontario'. Da ricovero immediato. Orgoglioso di aver fermato la mangiatoia dell’immigrazione clandestina: meno partenze, meno sbarchi, meno morti! #portichiusi», scrive su twitter il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, replicando al sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che accuserebbe Salvini di essere «complice delle stragi di migranti in mare».

Dopo il caso del decreto Sicurezza, si riaccende lo scontro tra il ministro dell'Interno e il primo cittadino. Oltre al tema dei migranti, su cui i due polemizzano da tempo a colpi di botte e risposte reciproche, a fare infuriare Orlando stavolta è stata la direttiva anti-degrado a firma di Salvini, con la quale si invitano i prefetti a supplire ai sindaci per garantire la sicurezza nelle città, in particolare nelle cosiddette "zone rosse".

Provvedimento su cui il sindaco ha annunciato un ricorso al Tar e alla Corte dell'Aja. «Qualora la prefetta di Palermo si dovesse adeguare alla direttiva del ministro dell'Interno adirò al Tribunale amministrativo sulle cosiddette zone rosse - ha detto Orlando ieri in conferenza stampa -. Questo è un segno dell'involuzione politica di questo ministro, si parla di caccia ai balordi, mi chiedo qual è l'espressione giuridica».

Ma è il tema dei migranti quello più caldo e Salvini oggi replica: "Il suo sindaco vuole porti aperti e l'anagrafe per gli immigrati, ma Palermo è l'unico capoluogo di provincia e di regione a non avere ancora la carta di identità elettronica. Eppure Orlando è ossessionato dai clandestini e dal sottoscritto. Evidentemente è distratto...".

Parole alle quali Orlando risponde a sua volta: "Se il ministro Salvini stesse meno su Facebook e di più al ministero, saprebbe per quali motivi, risalenti al 2001 e 2011, quando io non ero sindaco e lui non era ministro, il Comune di Palermo non ha ancora potuto attivare il rilascio della carta di identità elettronica. Ma da un ministro dell'Interno che pensa di potersi sostituire con provvedimenti sovversivi alle Forze armate o ai sindaci, non mi aspetto che sappia cosa sia la Anpr (Anagrafe nazionale della popolazione residente, ndr)". E ancora: "Così come è avvenuto sulla vicenda dei beni confiscati mai assegnati al Comune, ancora una volta Salvini ha perso l'occasione per evitare di dimostrare di non avere idea di cosa avviene negli uffici del ministero dell'Interno", conclude Orlando.

È il sindaco Leonluca Orlando "che ignora cosa accade nei propri uffici". Così fonti del Viminale replicano alle accuse del primo cittadino di Palermo al ministro dell'Interno Matteo Salvini di non sapere cosa accade negli uffici del Viminale. "Il capoluogo siciliano - dicono dal ministero - ha comunicato più proroghe per passare alla nuova anagrafe, salvo disattendere le promesse e chiedere ulteriori rinvii evidenziando sempre nuove difficoltà organizzative e di personale. È l'unico capoluogo di provincia e di regione a trovarsi in questa situazione".

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