Lunedì, 23 Settembre 2019
SCONTRO CON ROMA

Vitalizi, la Regione ricorre alla Consulta contro i tagli: legge in bilico in tutta Italia

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L’ultima firma sul dossier verrà messa stasera nella riunione di giunta già fissata a Palazzo d’Orleans per le 19. Lì verrà approvata la delibera con cui Musumeci impugna la legge nazionale che imporrebbe anche alla Sicilia di tagliare i vitalizi entro fine aprile a ex deputati dell’Ars, ex assessori ed ex presidenti della Regione.

Palazzo d’Orleans apre così uno scontro istituzionale col governo nazionale, spedendo alla Consulta una delle norme manifesto della legge di stabilità fatta approvare da Luigi Di Maio. La decisione della Corte Costituzionale potrebbe bloccare il taglio dei vitalizi in tutta Italia.

La norma impone di tagliare sensibilmente i circa 300 assegni che costano in Sicilia almeno 17 milioni all’anno. Il testo voluto da Di Maio prevede che le Regioni che non taglieranno subiranno una forte sanzione statale: cioè la riduzione dei finanziamenti nazionali. Una sanzione che per la Sicilia vale fra i 20 e i 30 milioni all’anno. Somme indispensabili per una Regione con le casse vuote.

La mossa della giunta Musumeci arriva dopo che già l’Ars ha fermato le procedure per tagliare i vitalizi. La norma che i grillini siciliani hanno presentato in Parlamento regionale l’estate scorsa (prima che Di Maio facesse approvare la legge a Roma) ridurrebbe del 60% gli attuali assegni facendo risparmiare almeno 8 milioni all’anno. Ma si scontra col parere contrario degli uffici del Parlamento regionale, secondo cui questa legge sarebbe incostituzionale perché intacca diritti acquisiti dagli ex deputati.

In questo clima arriva la decisione del governo regionale di impugnare la legge nazionale. Una impugnativa che potrebbe turbare la trattativa in corso al ministero dell’Economia per ottenere il permesso di spalmare in 30 anni invece che in 3 il maxi disavanzo individuato dalla Corte dei Conti che ha costretto finora la Regione ad accantonare gran parte dei fondi destinati a precari, Pip, forestali, aziende di trasporto pubblico e welfare.

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