Giovedì, 17 Ottobre 2019
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La Finanziaria torna maxi: seduta fiume all'Ars, ma il testo arriva in ritardo e i lavori slittano

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Colpo di scena nella Finanziaria che torna ad essere ricca di articoli. Dopo la decisione di presentare un testo ultra light e le paventate "lacrime e sangue" per i siciliani, ecco che mamma Regione torna ad essere generosa e prevede ben 57 articoli, anzichè 16, con una pioggia di norme e finanziamenti.

E per superare l'ostacolo "esercizio provvisorio" ecco che la Conferenza dei capigruppo dell'Ars oggi pomeriggio ha deciso, comunicandolo, al presidente del Parlamento Gianfranco Miccichè di convocare la seduta domani e di continuare ad oltranza fino al prossimo 5 febbraio. In pratica la seduta di domani resterà aperta fino all’approvazione definitiva della Finanziaria.

Una manovra che fa superare lo scoglio del 31 gennaio, data in cui scade per l'appunto l'esercizio provvisorio.

Il calendario dei lavori però subire uno slittamento dei tempi: oggi si sarebbe dovuto incardinare il testo in aula, ma i documenti contabili e le tabelle connesse alla legge di stabilità, attesi nel pomeriggio, non sono ancora stati trasmessi a Palazzo dei Normanni. La seduta è stata dunque aperta poco prima delle 20, e subito rinviata a domani alle 12.

prevede, dunque, che oggi i disegni di legge vengano solo incardinati, entro domani alle 12 occorrerà presentare gli emendamenti al bilancio e inizierà così la discussione generale. Per presentare emendamenti alla Finanziaria ci sarà tempo, invece, fino al prossimo 5 febbraio.

Nel nuovo e corposo testo c'è di tutto e quello che nelle ultime ore ha suscitato maggiori polemiche è l'istituzione di una “orchestra del Mediterraneo” agganciata alla fondazione Federico II.

“Spiace apprendere dalla stampa che in un contesto definito da più parti ‘lacrime e sangue’ i deputati regionali di Forza Italia abbiano trovato l’occasione di inserire in finanziaria addirittura l’istituzione di un’orchestra”, afferma Fabio Cantarella, responsabile enti locali della Lega in Sicilia, commentando la presentazione da parte dei berlusconiani della norma che riguarda il nuovo ente musicale.

"Non è possibile - continua Cantarella - chiedere sacrifici ai siciliani e al contempo esercitare fantasie clientelari".

Ma nel testo c'è di tutto, torna la "norma-Portogallo", anche se in una versione leggermente modificata, che prevede un bonus per chi si trasferisce in Sicilia; viene stabilito che i lavoratori Asu vengano utilizzati nei beni culturali, così come c'è una norma che prevede di inserire nel bacino dei precari da stabilizzare circa 80 precari delle camere di commercio mentre un altro emendamento prevede il transito in Resais per i pochi ex dipendenti della Pumex.

Ma il cammino non è certo in discesa, tutt'altro. Il Pd ha convocato per domani mattina una conferenza stampa e invoca la proroga dell'esercizio provvisorio.

E anche il M5S promette battaglia. "Questa manovra – afferma il capogruppo Francesco Cappello – è solo di facciata. Musumeci vuole portarla a casa entro il 31 gennaio per poter dire di aver usufruito di un solo mese di esercizio provvisorio e salvare la faccia con la stampa, cui aveva annunciato in pompa magna che avrebbe varato la Finanziaria entro dicembre scorso. Ci dispiace deluderlo, non è sbolognando ai siciliani un contenitore vuoto che riuscirà nell’operazione".

Le opposizioni rimangono, dunque, critiche e si promette battaglia in Aula su tanti temi.

"Avevamo presentato alcuni emendamenti con una serie di misure a sostegno delle popolazioni  del catanese colpite dai terremoti dei mesi scorsi che oltre ai danni a territorio ed infrastrutture  e patrimonio architettonico e storico, hanno avuto pesanti conseguenze sull’economia  in piena stagione turistica invernale. Gli emendamenti  del Pd, che erano stati approvati nelle Commissioni di merito, sono stati bocciati  dal governo e dalla maggioranza in Commissione Bilancio". Lo dice Anthony Barbagallo parlamentare regionale del Pd.

"Riproporremo le stesse norme in aula – aggiunge Barbagallo – insieme alle misure  per contrastare gli inaccettabili tagli alla cultura, contenuti nella manovra del governo".

La parola fine, dunque, sembra essere ancora molto lontana e da domani all'Ars  inizierà una lunga maratona.

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