Domenica, 15 Dicembre 2019
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ALLARME SPREAD

Manovra e caos mercati, tensione tra Lega e M5s sul reddito di cittadinanza

manovra, spread, Sicilia, Politica
I due vice premier Luigi Di Maio e Matteo Salvini

Lo spread che sale, Piazza Affari che affonda. Il caos sui mercati provoca tensione nella maggioranza sulle misure della manovra, e la Lega attribuisce le turbolenze finanziarie all'annuncio troppo vago del reddito di cittadinanza.
Mentre Conte deve intervenire, anche su richiesta della presidenza austriaca dell'Ue, per correggere le dichiarazioni sull'euro del presidente leghista della commissione Bilancio della Camera Borghi ("Sono straconvinto che l'Italia con una propria moneta risolverebbe gran parte dei suoi problemi", ha detto). "L'euro per l'Italia è irrinunciabile", replica il premier dopo che la moneta unica è scivolata a 1,15 sul dollaro.

"L'Italia è un Paese fondatore dell'Ue e dell'Unione Monetaria e ci tengo a ribadirlo: l'euro è la nostra moneta ed è per noi irrinunciabile. Qualsiasi altra dichiarazione che prospetti una diversa valutazione è da considerarsi come una libera e arbitraria opinione che non ha nulla a che vedere con la politica del governo che presiedo, perché non contemplata nel contratto posto a fondamento di questa esperienza di governo", posta Conte su Fb. Dura replica del Pd. "Borghi irresponsabile, auspica l'Italexit", dice Alessia Rotta, mentre Benedetto Della Vedova, leader di +Europa, sottolinea che "anche Salvini e Di Maio sono sulla linea di Borghi".

Proprio dopo un incontro con il premier a Palazzo Chigi, arriva dalla Lega la frecciata agli alleati del M5s. "Il caos dei mercati? Nasce tutto dal reddito di cittadinanza che ancora non si sa cosa sia", dice Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, lasciando la sede del governo dopo l'incontro con il suo collega del Senato Massimiliano Romeo. Le varie ipotesi sulle misure proposte dalla Lega, flat tax e quota cento per la riforma della legge Fornero sulle pensioni, spiega, "sono state studiate con diverse declinazioni, invece l'elemento che manca di capire è in cosa consiste il reddito di cittadinanza: la platea, quale sarà il meccanismo".

Dubbi a cui risponde indirettamente la viceministra M5s dell'Economia Laura Castelli: il reddito di cittadinanza partirà ad aprile, dice, perchè prima serve la riforma dei centri per l'impiego; i soldi andranno spesi con il bancomat (non ci sarà una social card specifica); "La riforma vale 10 miliardi più uno per i centri per l'impiego". Due persone della stessa famiglia hanno diritto al reddito di cittadinanza "calcolato con un coefficiente di equivalenza che va da 1 a 1,5, in relazione al numero di componenti del nucleo familiare"; gli acquisti saranno 'tracciati' per consentire i controlli della Guardia di Finanza.

Intanto, prosegue molto nervosa la seduta di Piazza Affari che perde intorno all'1%. In Europa Parigi si appesantisce e cede oltre un punto insieme a Madrid. Negativa anche Francoforte (-0,8%), più cauta Londra che perde lo 0,5%. A Milano, con lo spread rispetto alla Germania che si muove poco sotto quota 300, il peggiore tra i titoli principali è quello di Mps (-5%), seguito da Poste e Stm che cedono circa 3 punti. Intesa e Unicredit provano a contenere il calo sotto il 2%, con Banca Generali in crescita di un punto percentuale. Ancora non fa prezzo Astaldi nonostante il divieto di vendite allo scoperto, con il titolo che cede il 23% teorico.

Da Lussemburgo, al termine della riunione dell'Ecofin, il vicepresidente Dombrovskis annuncia che la Commissione Ue "è pronta ad applicare le regole del Patto di Stabilità sull'Italia che, con il deficit al 2,4%, oltrepassa la flessibilità concessa", mentre il ministro austriaco Loger si augura che Tria (a Roma in anticipo per lavorare alla nota di aggiornamento del Def da presentare domani in Parlamento) "convinca il suo governo a rispettare le regole comuni". Un compito difficile. Di Maio, infatti, parla di "colpi bassi" dei leader europei e assicura che sul deficit al 2,4% il governo "non tornerà indietro di un millimetro", mentre Salvini attacca: "Le minacce di Juncker e di altri burocrati europei continuano a far salire lo spread, con l'obiettivo di attaccare il governo e l'economia italiane? Siamo pronti a chiedere i danni a chi vuole il male dell'Italia".

Più cauto Conte: "Rispettiamo le nostre prerogative sovrane e rispettiamo altresì le Istituzioni dell'Unione Europea che abbiamo contribuito a fondare e che rimane la nostra casa comune. Ci avviamo a dialogare con le Istituzioni europee con serenità e rispetto dei ruoli, fiduciosi di poter dimostrare, carte alla mano, la bontà del lavoro sin qui fatto".

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