Giovedì, 19 Settembre 2019
INFRASTRUTTURE

Ponte sullo Stretto, Cox: "Non è nella lista del corridoio europeo"

Ponte sullo Stretto, Marco Falcone, Pat Cox, Sicilia, Politica
Pat Cox

GIOIA TAURO. «Il Ponte sullo Stretto di Messina non è nella lista attuale del corridoio europeo. Se l’Italia vuole rivedere questa scelta dovrà farlo in vista della rimodulazione dei fondi europei dopo il 2020». Lo ha detto Pat Cox, coordinatore europeo del Corridoio scandinavo - mediterraneo parlando con i giornalisti a margine della visita della delegazione europea al Porto di Gioia Tauro.

«E' ovvio - ha aggiunto Cox - che occorre un’analisi seria sui costi e benefici della struttura. Ovviamente saranno i Paesi membri a decidere le priorità e a chiedere all’Unione Europea l'inserimento di opere come questa, ma allo stato il ponte non è nella lista dell’Ue».

«Il nostro obiettivo rimane il collegamento tra Sicilia e Calabria, quindi il ponte sullo Stretto». Alla delegazione europea guidata dal coordinatore del Corridoio scandinavo-mediterraneo, Pat Cox, l’assessore regionale siciliano alle Infrastrutture, Marco Falcone, ha ribadito alcune priorità della Regione nell’incontro avvenuto ieri ad Augusta, luogo che ospita un polo petrolchimico e un porto commerciale. «Cox ci ha detto che se governo nazionale e regionale entrano in sintonia, il ponte sullo Stretto potrà essere realizzato», ha concluso Falcone.

«Sono qui per invitare la Sicilia a progettare e creare piani di sviluppo maturi finalizzati all’occupazione e alla crescita economica - ha detto Cox -. Il mancato decollo economico del Sud Italia è in parte dovuto alla perdita della competitività e alle gravi lacune infrastrutturali dell’area».

Il presidente di Confindustria Siracusa, Diego Bivona, ha sottolineato che dal porto di Augusta transita il 65% dell’export regionale (oltre 5 miliardi di euro) prodotto dalle aziende del petrolchimico; le industrie del settore che utilizzano il porto contribuiscono con 23 milioni di euro a sostenere le entrate correnti dell’Autorità portuale. Il ponte sarebbe la vera risposta alla continuità territoriale. Ma tutto rischia di impattare con il piano paesaggistico che interviene anche nelle aree retro-porto della Zes».

© Riproduzione riservata

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