Martedì, 19 Novembre 2019
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VERSO LE ELEZIONI

M5s, parlamentarie chiuse tra proteste e ricorsi: record di 10mila candidati, domenica i risultati

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Il candidato premier M5S Luigi Di Maio esce da Montecitorio

ROMA. Il Movimento 5 Stelle ha chiuso le parlamentarie. Sono stati 10 mila gli aspiranti parlamentari che si sono autocandidati alla selezione dei Cinquestelle.
A fornire il dato è stato Luigi Di Maio a Radio 24, facendo un primo bilancio dei due giorni. I risultati dovrebbero essere diffusi domenica.

Non si può dire che siano stati due giorni tranquilli quelli delle parlamentarie: proteste sul blog, esclusi pronti ai ricorsi, cellulari dei parlamentari uscenti "invasi" dall'ira degli esclusi, rallentamenti sulla piattaforma Rousseau. Ma per il Movimento si tratta di un caos previsto e controllato. Anzi, nella tarda serata di ieri i vertici annunciano che la proroga delle votazioni non ci sarà e dichiarano le parlamentarie concluse.

Di Maio nega che il sistema di voto sia andato in tilt: "Non è vero! Ogni volta che facciamo le parlamentarie leggo sui giornali di caos ma non leggo mai delle tessere comprate dai partiti. Noi stiamo facendo una selezione ferrea - assicura - c'erano persone che non avevano i requisiti e li abbiamo scartati perché noi non siamo una navicella per andare in Parlamento".

"Abbiamo registrato il record di sempre come numero di candidati partecipanti a una selezione di candidati del MoVimento 5 Stelle. Il MoVimento 5 Stelle è aperto e continuerà ad esserlo sempre di più", si legge nel post del M5s.

Il blog annuncia che i risultati saranno custoditi da due notai e diffusi domenica, nell'ultimo dei tre giorni del mega corso di formazione che, a Pescara, il M5S ha organizzato per candidati e attivisti. Da oggi fino a domenica, invece, si svolgeranno le ultime verifiche sui candidati, in particolare sui certificati giudiziari che, in alcuni casi, non sono stati ancora inviati al Movimento.

"Con le parlamentarie stiamo facendo una cosa senza uguali: per gli italiani noi non faremo liste bloccate ma liste partecipate", è la difesa già nel pomeriggio di ieri messa in campo dal candidato premier M5S Luigi Di Maio. I nodi, certo, non mancano.

A partire da quello delle quote rosa legate al Rosatellum. In Abruzzo - ma secondo alcune fonti parlamentari anche in qualche altra Regione - è stata applicata una deroga al regolamento: le donne over 40, anche se non sono deputate uscenti, possono presentarsi alla Camera (e non solo al Senato) vista la penuria di candidate.

Poi c'è la rabbia degli esclusi. Tanti e, in qualche caso, eccellenti. C'è l'ex assessore al Bilancio di Roma Andrea Mazzillo, descritto come infuriato per l'esclusione. C'è Francesco Cariello, deputato lontano dall'ala "dimaiana" tagliato fuori per una condanna: "E' questo il motivo? Macché, sappiamo benissimo perché mi hanno escluso. E non mi hanno neanche avvertito", è la sua delusione.

Una trentina di esclusi, invece, chiamano già in mattinata Lorenzo Borré, il legale degli ex M5S. Meditano una pioggia di ricorsi ma non sarà Borré ad occuparsene: "E' contrario ai principi che mi hanno portato a difendere gli iscritti della prima associazione M5S", spiega. A rinfocolare la polemica arriva anche un audio, anonimo, svelato dagli autori di Supernova, gli ex M5S Marco Canestrari e Nicola Biondo: "Sta succedendo un manicomio, il sistema è in tilt, chiedi di sospendere il voto anche a chi hai contattato per i click", afferma una voce, dal chiaro accento siciliano. Un audio che "svela il bluff" delle parlamentarie, attacca il Pd laddove lo staff del M5S punta il dito contro i media: "è grave che la stampa pubblichi un audio anonimo, probabilmente messo in giro ad arte".

Il M5S, nel frattempo, aspetta che passi la buriana di queste ore e riunirà, nell'ultimo giorno della kermesse di Pescara, i vincitori del voto online. Un voto che riguarda solo i collegi plurinominali. Ma in diversi - complice anche il sovraffollamento di parlamentari uscenti in alcuni collegi, nel pescarese o nel messinese ad esempio - potrebbero finire anche nella battaglia dell'uninominale. Anche se, in tanti collegi uninominali Di Maio punta a portare candidati esterni e portatori di voti.

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