Giovedì, 05 Dicembre 2019
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CORTE DEI CONTI

Bilancio, Crocetta contro il ricorso. Ardizzone: "L'Ars dia il via libera". Baccei: "Regione lontana dal default"

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PALERMO. Ancora scintille tra il governo regionale e il procuratore della Corte dei Conti, Pino Zingale, che aveva paventato il ricorso contro il via libera ai conti della Regione. Il presidente Rosario Crocetta ha attaccato sostenendo che «l'azione di scrivere al Parlamento è un'inaccettabile azione politica e non giudiziaria. Se Zingale vuole fare ricorso lo faccia nelle forme previste dalla legge». Secondo Crocetta «l'azione oggettivamente invece di chiarire rischia di non chiarire la situazione del bilancio regionale e di provocare il dissesto. Azione che non sarebbe fatta contro l’attuale governo ma anche contro il futuro governo regionale quindi contro la regione. Sulla base di un tale dissesto, la Regione potrebbe essere commissariata, vanificando anche le prossime elezioni regionali».
La vicenda riguarda il giudizio di parifica del rendiconto generale della Regione siciliana, ovvero il via libera arrivato dalla Sezioni Riunite della Corte dei Conti per il 2016. Nonostante il parere positivo, il procuratore generale d’appello, Pino Zingale, ha scritto al presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone, comunicando in sostanza l'intenzione di fare ricorso. Da qui l'attacco di Crocetta.

Ma sulla vicenda interviene anche l'assessore all'Economia, Alessandro Baccei: «La Regione siciliana non è mai stata così lontana da un ipotetico default – dice – che, lo ricordiamo, deve essere inteso come incapacità dell’ente di far fronte alle funzioni e ai servizi indispensabili e quindi di far fronte al pagamento degli stipendi e agli oneri del debito. Si consideri che la liquidità mensile media della Regione si assesta a circa un miliardo, a fronte di pagamenti mensili per stipendi e accantonamenti per il servizio del debito pari a circa 500 milioni. Rimane in definitiva escluso qualsiasi rischio fallimento».

Getta acqua sul fuoco anche il presidente Ardizzone che in sintesi chiede all'Ars di approvare il rendiconto in modo da “sterilizzare” gli effetti di una eventuale impugnativa: “L’approvazione del rendiconto – dice - costituisce un momento particolarmente importante e delicato dell’intera procedura di bilancio che si snoda durante l’anno attraverso l’approvazione di diversi documenti contabili. Tale importanza è dimostrata dal fatto che a essere coinvolti sono non soltanto il Governo della Regione, per la predisposizione del relativo disegno di legge, e l’Assemblea regionale, per l’esame e l’approvazione dello stesso, ma anche la Corte dei Conti in sede di controllo chiamata ad esaminare il rendiconto e a pronunciarsi sulla sua regolarità. Ci troviamo, oggi, in una fase del procedimento – prosegue Ardizzone - in cui la Corte dei Conti in sede di controllo ha esaurito il proprio ruolo, parificando il rendiconto per l’esercizio finanziario 2016, a seguito dei chiarimenti forniti dal Governo in sede di supplemento istruttorio richiesto dalla stessa Corte. Il Governo ha, quindi, presentato all’Assemblea il relativo disegno di legge di rendiconto e quello conseguente di assestamento di bilancio, anche per tenere conto delle osservazioni emerse in sede di giudizio di parifica. L’Assemblea regionale è pertanto tenuta, in base alle competenze attribuitele dallo Statuto, all’esame e conseguente votazione del rendiconto e dell’assestamento. In qualità di presidente di questa Assemblea, sono pertanto chiamato a garantire che la stessa eserciti il proprio ruolo istituzionale, nel rispetto delle prerogative di tutti gli organi coinvolti in tale delicato procedimento legislativo”.

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