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INTENZIONI DI VOTO

Tre sondaggi su quattro danno M5s sempre in testa e Pd stabile

ROMA. M5S sempre in testa nelle intenzioni di voto dell'Istituto Ixè fatte per Agorà (RaiTre). Il movimento fondato da Beppe Grillo è al 27,9%, con un incremento dello 0,4% rispetto alla settimana scorsa. Pressoché stabile il Pd, che scende dal 26,5% al 26,4%.

Forza Italia, intanto, supera la Lega Nord (12,8% a 12,2%). Sale ancora, anche se dello 0,1%, il Movimento Democratico e Progressista, che raggiunge il 4,3%. Stabile al 27% la fiducia in Paolo Gentiloni mentre Matteo Renzi scende dal 25 al 24 per cento. Intanto, il governo risale di 1 punto in sette giorni, raggiungendo il 24%.

Nella corsa alla segreteria Pd, nelle intenzioni di voto del campione, Renzi è saldamente in testa con il 55% (in crescita di un punto), mentre Orlando scende dal 20 al 17% ed Emiliano è stabile al 13%.

Ixè ha interpellato il campione anche su altri due temi: la Ue e la paura di attentati. Per quanto riguarda l'Europa, il 57% degli italiani si dice contento di essere cittadino dell'Unione Europea. Un italiano su tre (34%), al contrario, non è soddisfatto di far parte dell'Ue. Nei giorni dell'attacco a Londra, il 75% degli italiani teme atti terroristici nel nostro Paese. La percentuale, molto alta, rispecchia lo stato d'animo di paura dei nostri connazionali, che da due anni l'Istituto sonda. A gennaio 2015, pochi giorni dopo l'attentato a Charlie Hebdo, era il 72% a temere atti terroristici in Italia; ad aprile 2016 (subito dopo l'attentato di Bruxelles) la quota era del 78%.

Il sondaggio è stato realizzato dall'Istituto Ixè per Agorà-RAI 3 il 22/3/2017. Metodologia di rilevazione: sondaggio CATI-CAMI su un campione casuale probabilistico stratificato di 1.000 soggetti maggiorenni (su 8.873 contatti complessivi), di età superiore ai 18 anni. Tutti i parametri sono uniformati ai più recenti dati forniti dall'ISTAT. I dati sono stati ponderati al fine di garantire la rappresentatività rispetto ai parametri di sesso, età e macro area di residenza. Margine d'errore massimo: +/- 3,1%.

Un altro sondaggio è stato realizzato da Index Resarch. Qui l'M5S sfiora la soglia record del 31%, Pd stabile, ancora in calo la Lega Nord. LAlla domanda sulle intenzioni di voto, il 30,8% degli intervistati ha indicato il Movimento 5Stelle, che cresce ancora dello 0,6% rispetto alla scorsa settimana. Il Pd rimane sostanzialmente stabile al 25,3%. Piccolo passo indietro per la nuova formazione di sinistra: Mdp è al 4%. Ancora in calo la Lega Nord di Matteo Salvini che in tre settimane ha perso per strada un punto e mezzo, collocandosi al 12,5%. Forza Italia è in lieve crescita, e supera Salvini con il 12,7%. La nuova formazione battezzata da Angelino Alfano, Alternativa Popolare, si ferma al 2,6%.

Nella corsa per la segreteria Pd, vittoria ancora in tasca per Matteo Renzi, che guadagna un punto rispetto all'ultima rilevazione. Il 56% degli intervista ha indicato Renzi. Il 26% ha scelto l'attuale ministro della Giustizia Andrea Orlando. Non riesce a scalare posizioni il Governatore della Puglia Michele Emiliano che, anzi, perde terreno scendendo al 18%, ben tre punti in meno rispetto alla scorsa settimana. Quanto alla Ue, l'Europa viene bocciata dal campione. Il 55,8% degli intervistati ha risposto di sentirsi svantaggiato, il 30,4% ritiene invece che l'UE produca dei vantaggi, il 13,8% non sa o non vuole rispondere. Non va molto meglio in tema di economia: oltre i due terzi degli italiani (67,8%) crede che le misure decise dall'UE siano negative per l'Italia. - Nota metodologica. Metodo di raccolta: Interviste telefoniche con metodologia C.A.T.I. Con questionario strutturato. Interviste complete 800. Totale contatti effettuati: 4.001.

Ma il Partito democratico, secondo le intenzioni di voto rilevate dalla Swg, rimane ancora in testa anche se per pochi decimali rispetto al M5s: 28,1% contro 27,8%. Il Pd resta stabile rispetto alla scorsa settimana, mentre il movimento di Grillo cresce di quasi un punto, passando dal 26,9% al 27,8%. Attualmente l'area di governo è, calcolando uno 0,4% di altre formazioni, al 32%. Il nuovo partito di Angelino Alfano guadagna solo uno 0,2% in più rispetto al 'vecchio' Ncd, collocandosi a quota 3,5%. L'area di sinistra è all'8,4%. La nuova formazione degli ex Pd, Mdp, è al 5%. Sinistra italiana è al 2,2% mentre Rifondazione comunista è all'1,2%. Passando al centrodestra, questa area è al 29,3%, con Forza Italia in calo ma comunque di poco sopra la Lega Nord. Il partito di Silvio Berlusconi perde infatti uno 0,8% collocandosi al 12,2%. Anche la Lega è in calo (-0,4) andando a quota 12%. Fdi sale di uno 0,2 e si pone al 5,1%. I Verdi sono allo 0,6% e altri partiti (quelli sotto lo 0,5) assommano l'1,9%. Metodo di rilevazione: sondaggio CATI/CAMI/CAWI su un campione rappresentativo nazionale di 2.000 soggetti maggiorenni.
Se si votasse oggi per le Politiche, il Movimento 5 Stelle conquisterebbe il 30% dei consensi, superando il Partito Democratico, che - penalizzato dagli eventi delle ultime settimane - otterrebbe il 26%. Distanti appaiono gli altri partiti, con la Lega al 12,8, Forza al 12% e Fratelli d'Italia al 5%. Al 4,6% i Democratici e Progressisti, al 3,2% Alternativa Popolare, al 2,5 Sinistra Italiana. Sotto il 2% le altre liste.

È la fotografia scattata dal Barometro Politico di marzo dell'Istituto Demopolis, in uno scenario nel quale torna a ridursi la partecipazione al voto. Dopo una ripresa registrata nei mesi scorsi, l'affluenza stimata si riduce oggi al 65%, 10 punti in meno rispetto alle elezioni del 2013. È un quadro, quello odierno, decisamente più frammentato, in cui la principale novità è costituita dall'area a sinistra del PD. In base alla proiezione odierna effettuata dell'Istituto Demopolis per il programma Otto e Mezzo, il Movimento di Grillo otterrebbe oggi alla Camera 195 seggi, il Partito Democratico 174. 82 seggi andrebbero a Salvini, 78 a Berlusconi. Sarebbero presenti a Montecitorio anche le altre 3 liste sopra il 3%: Fratelli d'Italia con 32 deputati, MDP con 30 e Alternativa Popolare con 21. Circa 6 seggi sarebbero attribuiti alle minoranze linguistiche. Con questi numeri, la maggioranza di 316 seggi non sarebbe raggiungibile alla Camera da nessuno schieramento a chiusura delle urne: si tratta di scenario evitabile soltanto con una nuova legge elettorale, auspicata dal Capo dello Stato Sergio Mattarella, ma sempre più in secondo piano nel dibattito politico. Nota informativa: L'indagine è stata condotta dall'Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, dal 21 al 22 marzo 2013 per il programma Otto e Mezzo su un campione di 1.500 intervistati rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne.

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