Giovedì, 03 Dicembre 2020
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AL VOTO OLTRE 46 MILIONI DI ITALIANI

Referendum, seggi aperti fino alle 23
Affluenza alta: 57,24% alle 19, Sicilia 45,06%

referendum costituzionale, Sicilia, Politica
referendum

ROMA. Si conferma alta l'affluenza al referendum costituzionale. È stata del 57.24% alle ore 19 in Italia per il referendum. Lo si rileva dal sito del Ministero dell'Interno.

Queste le percentuali dei votanti per il referendum alle ore 19, regione per regione: Piemonte 60.55%, Valle d'Aosta 60.77%, Lombardia 64.21%, Trentino Alto Adige 61.60%, Veneto 65.91%, Friulia Venezia Giulia 63.31%, Liguria 60.57%, Emilia Romagna 65.91%, Toscana 63.58%, Umbria 61.69%, Marche 60.14%, Lazio 56.86%, Abruzzo 57.10%, Molise 52.33%, Campania 46.44%, Puglia 48.26%, Basilicata 47.92%, Calabria 44.34%, Sicilia 45.06%, Sardegna 51.75%.

Nelle grandi città la maggiore affluenza per il referendum è stata registrata a Milano dove alle ore 19 ha votato il 60,9% degli aventi diritto.  A Roma la percentuale dei votanti è del 55,9%, a Torino del 57,3%. Minore l'affluenza al sud: a Napoli ha votato il 42,9%. A Palermo alle urne è andato il 47%.  Tra gli altri capoluoghi si registra il record di Firenze dove ha votato il 67.3% e Bologna dove ha votato il 65.3%. A Bari alle urne è andato il 52.2%; a Catanzaro l'affluenza è stata del 49%, a Reggio Calabria del 46.8%; a Cagliari ha votato il 54.2%.

AFFLUENZA ALLE 12. Il 20.1% degli aventi diritto al voto, alle ore 12, è andato alle urne per il referendum che modificherà o meno - a seconda se vinceranno i sì o i no - la Costituzione italiana.

Un'affluenza massiccia, soprattutto al nord, se si pensa che all'ultimo referendum, quello per le trivellazioni in mare, nell'aprile scorso, andò alle urne alle ore 12 l'8.35% degli italiani mentre il referendum per la modifica del Titolo V nel 2001 vide la partecipazione, a mezzogiorno, solo del 7,8% e il referendum costituzionale del 2006 sulla devolution alle 12 vide andare alle urne il 10,1% dei votanti.

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L'affluenza finora è stata massiccia al nord, più freddo verso il quesito referendario il sud. Nelle grandi città la maggiore affluenza è stata registrata a Bologna, col 26,67%; a Milano alle ore 12 ha votato il 22,8% degli aventi diritto. A Roma la percentuale dei votanti è del 18,9, a Torino del 18,4. Minore l'affluenza al sud: a Napoli ha votato il 15%.

Tra le Regioni, spicca l'affluenza in Emilia Romagna, con il 25,96%, seguono il Friuli Venezia Giulia, con il 24,37%, la Lombardia, con il 23,86%, la Toscana, con il 22,17%, il Trentino, con il 21,58%, il Lazio con il 19,49%. Dal Molise le percentuali di affluenza iniziano a scendere: è del 18,31% in questa regione; 16,37% in Puglia, 14,50% in Basilicata, 13,02 in Calabria; risale in Sardegna con il 18,78.

Ecco la lista completa: Piemonte 21.64 Valle D'aosta 22.34 Lombardia 23.86 Trentino Alto Adige 21.58 Veneto 23.99 Friuli Venezia Giulia 24.37 Liguria 24.16 Emilia Romagna 25.96 Toscana 22.17 Umbria 19.68 Marche 20.22 Lazio 19.48 Abruzzo 18.31 Molise 16.71 Campania 15.12 Puglia 16.37 Basilicata 14.50 Calabria 13.02 Sicilia 13.63 Sardegna 18.78

Il premier Renzi intorno alle 11 è andato a votare nella scuola De Amicis dove ha sede la sezione n.3 di Pontassieve. "Beh, ora ci penso...", ha risposto sorridendo ad una signora che all'ingresso della scuola gli ha chiesto scherzando: "Presidente, ha già deciso come vota?". "Partecipare alle scelte che riguardano il nostro Paese è una cosa bella. Con il sorriso ci sveglieremo anche domani, comunque vada, perché avremo dato il nostro contributo al futuro dell'Italia. Buon voto e buona domenica a tutti!", ha scritto su Fb il sindaco di Bari e presidente nazionale dell'Anci, Antonio Decaro.

La polemica. Messaggi che girano su social network che invitano a controllare la funzionalità della matita copiativa hanno portato alcuni votanti a recarsi in alcuni seggi di Catania in possesso di un foglio di carta bianca e una gomma da cancellare. E' scattato l'allarme validità votazione, che non è sfociato, per il momento, in alcuna denuncia formale. Dalla prefettura sottolineano che la "matita copiativa può essere cancellata da un foglio bianco, ma non dalla scheda elettorale" che se messa alla prova rischia di essere "bucata" e quindi di invalidare il voto e l'elettore è passibile di denuncia da parte del presidente del seggio.

La vicenda riguarda anche la provincia di Agrigento. Nella sezione 52 della scuola "Federico II", del Villaggio Mosè una elettrice ha chiesto l'intervento della Digos così come in un seggio a San Biagio Platani. Le matite copiative provengono dal ministero dell'Interno e quest'anno hanno un colore esterno blu, ma scrivono in nero. Dall'ufficio elettorale della prefettura di Catania e da quello di Agrigento invitano a "evitare inutili allarmismi" e ricordano che "chiunque può assistere allo scrutinio subito dopo la chiusura dei seggi".

Altro caso a Gela (leggi i particolari). Intanto il ministero dell'Interno specifica: "Le matite cosiddette "copiative" sono indelebili e sono destinate esclusivamente al voto sulla scheda elettorale". Le "Prefetture possono utilizzare anche le matite che sono rimaste in deposito dagli anni precedenti".

Ecco, in sintesi, le principali novità del testo:

- CAMERA. Sarà l'unica a votare la fiducia e a deliberare, a maggioranza assoluta, lo stato di guerra. E sarà anche l'unica a decidere su amnistia e indulto. I deputati restano 630 e verranno eletti a suffragio universale come oggi. - SENATO - Continuerà a chiamarsi Senato della Repubblica, ma verrà ridimensionato nel numero e nelle competenze. Sarà composto da 95 membri eletti dai Consigli Regionali e dalle province autonome, più 5 nominati dal capo dello Stato che resteranno in carica per 7 anni. Su circa 20 materie, tra cui le leggi di revisione costituzionale e quelle di attuazione delle direttive comunitarie, deciderà in regime di bicameralismo perfetto insieme alla Camera. Proprio come ora. Per altre leggi ordinarie, invece, potrà o dovrà chiedere alla Camera di intervenire. In alcuni casi si tratterà di "monocameralismo con ruolo rinforzato del Senato", in altri di "monocameralismo partecipato". Iter ad hoc per le leggi di bilancio. Il Senato non sarà sottoposto a scioglimento, ma a rinnovo parziale perché la durata del mandato dei senatori-consiglieri coinciderà con quella di regioni o province autonome da cui sono stati eletti.

- SENATORI-CONSIGLIERI. I 95 senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali saranno eletti dai consigli regionali o dalle province autonome in conformità alle scelte degli elettori. Rinviando a legge ordinaria la decisione se prevedere o meno un "listino" quando si voterà per le amministrative. I Consigli Regionali e delle province autonome eleggeranno con metodo proporzionale i senatori tra i propri componenti. Di questi 95 consiglieri, 21 saranno sindaci.

- IMMUNITA'. Anche i nuovi senatori godranno dell'immunità parlamentare ex articolo 68 della Costituzione.

- FEDERALISMO. Sono riportate in capo allo Stato alcune competenze come energia, infrastrutture strategiche e sistema nazionale di protezione civile. Inoltre, su proposta del governo, la Camera potrà approvare leggi anche nei campi di competenza delle Regioni, 'quando lo richieda la tutela dell'unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell'interesse nazionale'. Cioè si potrà esercitare la "clausola di supremazia" anche quando è prevista la competenza esclusiva delle regioni.

- DDL GOVERNO: VOTO IN DATA CERTA. Il governo, al quale resterà in capo il potere di decretazione d'urgenza, potrà anche chiedere alla Camera di deliberare su disegni di legge ritenuti "essenziali per l'attuazione del programma di governo" entro 70 giorni, prorogabili di altri 15.

- PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. Lo eleggeranno i 630 deputati e i 100 senatori. Per i primi 3 scrutini occorrono i 2/3 dei componenti; dal quarto si scende ai 3/5; dal settimo scrutinio sarà sufficiente la maggioranza dei 3/5 dei votanti.

- CORTE COSTITUZIONALE. Dei 5 giudici di elezione parlamentare, 3 saranno eletti dalla Camera e 2 dal Senato.

- REFERENDUM. Si introduce un nuovo quorum per la validità del referendum (oltre a quello già esistente) cioè la maggioranza dei votanti alle ultime elezioni della Camera nel caso in cui la richiesta sia stata avanzata da 800 mila elettori.

- REFERENDUM PROPOSITIVI. Vengono introdotti con la riforma; una legge ordinaria ne stabilirà le modalità di attuazione.

- DDL DI INIZIATIVA POPOLARE. Salgono da 50.000 a 150.000 le firme necessarie per presentare un ddl di iniziativa popolare. Però i regolamenti della Camera, che per far questo dovrebbero venire riformati, dovranno indicare tempi precisi di esame.

- LEGGE ELETTORALE. Viene introdotto il ricorso preventivo sulle leggi elettorali (cioè prima della loro promulgazione) alla Corte Costituzionale su richiesta di 1/3 dei componenti del Senato o 1/4 dei componenti della Camera entro 10 giorni dall' approvazione della legge. E la Corte dovrà pronunciarsi entro 30 giorni. Se illegittima, la legge non può essere promulgata.

- PROVINCE. Si cancella il loro nome dopo la trasformazione, da parte della legge Delrio, in "enti di area vasta".

- CNEL. Viene soppresso il Consiglio Nazionale Economia e Lavoro. Il personale passa alla Corte dei Conti.

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