Giovedì, 26 Novembre 2020
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DOPO GLI EXIT POLL

Referendum, il centrodestra esulta per la vittoria: ora è corsa alla leadership

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Il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini vota per il Referendum - Fonte Ansa

MILANO. La vittoria del No al referendum  elettorale ha come effetto immediato quello di ricompattare almeno per una notte tutto il centrodestra. Ma se il punto di partenza è comune, il dopo Renzi rischia,  come appare ormai evidente da settimane, di dividere le strade  della coalizione. Berlusconi che come da tradizione ha seguito  lo spoglio elettorale da Arcore sembra non avere dubbi sulla  chance di poter rientrare in partita con la vittoria del no.  Il  banco di prova per il Cavaliere sarà ora la trattativa per  arrivare a cambiare la legge elettorale.

Un'occasione per  riaccendere i riflettori su Forza Italia ma che rischia di  mettere in seria discussione l'intesa già precaria Salvini e  Meloni. L'intenzione dell'ex capo del governo è quella di avere  voce in capitolo sulle modifiche all'Italicum con la speranza di  poter radunare il più possibile consensi su una legge  proporzionale. Un punto di caduta che gli garantirebbe di non  dover per forza fare accordi con gli alleati.    Che l'ex capo del governo non abbia nessuna fretta di tornare  al voto è evidente. La speranza che la corte di Strasburgo gli  ridia la possibilità di tornare candidabile è in cima ai suoi  pensieri così come la consapevolezza che senza un erede il duo Salvini-Meloni avrebbe gioco facile a mettere Forza Italia in un  angolo.

I progetti dell'ex capo del governo però vanno a sbattere con  le ambizioni del resto degli alleati. Non solo, la possibilità  che Forza Italia possa partecipare a nuove trattative per le  riforme metterebbe la parola fine a qualsiasi progetto comune.  Condizione poi per rimettere insieme i pezzi del vecchio  centrodestra è la scelta del futuro leader. «Basta imposizioni  dall'alto», mettono in chiaro all'unisono sia il segretario  della Lega che la Meloni. Un messaggio chiaro al Cavaliere che  ha sempre bocciato l'idea di una consultazione popolare e non ha  nemmeno mai nascosto i dubbi sulla possibilità che gli altri  leader del centrodestra (Salvini in particolare) possano avere  le caratteristiche per guidare un centrodestra a trazione  moderata.    Nei prossimi giorni l'ex premier riunirà i vertici del suo  partito per fare il punto sulle prossime mosse e per decidere la  linea del partito con un occhio anche a quanto deciderà di fare  Mattarella. A stretto giro poi da Forza Italia non escludono  nemmeno un incontro con Giorgia Meloni e Matteo Salvini per  capire che margini può avere il futuro dell'alleanza.

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