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M5S, Di Maio: "Possibili affinità tra noi e gli elettori del centrodestra"

ROMA. «Non credo più all'esistenza di elettori di centrodestra e di centrosinistra. Esistono persone che si sentono di centrodestra e centrosinistra e istanze di categorie che prima si riconoscevano in uno schieramento ma che si sentono abbandonate da chi doveva interpretarle». Lo afferma Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, in un'intervista al Giornale in cui individua nel fisco un possibile tema su cui ritrovare affinità con l'elettore di centrodestra.

«È un problema bipartisan», sottolinea Di Maio, «vivere nel Paese con la pressione fiscale più alta del mondo per responsabilità di entrambe le parti politiche che ci hanno governato. Noi vogliamo abolire l'Irap, tassa immorale, ingiusta e incostituzionale e poi abbiamo finanziato la nascita di 2.100 nuove imprese attraverso tagli agli stipendi dei nostri parlamentari per 17 milioni di euro».

Il reddito di cittadinanza «crediamo che interessi tutti, perché anche chi sta bene economicamente oggi ha un figlio disoccupato». «Nel Nordest produttivo il reddito di cittadinanza riscuote più del 50% dei consensi».

Altri temi come la lotta contro i vaccini, le scie chimiche, «non fanno parte del nostro programma», rimarca. Sull'immigrazione ora non c'è accoglienza ma «solo business. E la prima cosa sarebbe depurarla dai privati, enti, cooperative e Onlus, che ci lucrano e creano corruzione. Noi non rinunciamo alla distinzione tra chi ha il diritto di essere accolto e chi deve essere rimandato indietro e bisogna puntare su una selezione più veloce. E poi rivedere il trattato di Dublino, perché anche tra 100 che arrivano e hanno diritto all'asilo, tre dovrebbero restare da noi e 97 essere distribuiti tra i Paesi europei».

«La demonizzazione nei nostri confronti arriva anche da destra anche se in questo senso il Pd è il partito più ipocrita, perchè fa le stesse cose che criticava quando Berlusconi era al governo. Sono pregiudizi che gli si rivolteranno contro». Sul referendum di ottobre Di Maio spiega che il Movimento vuole «convincere gli elettori che quella riforma bloccherà il Paese. E poi Renzi spesso non fa ciò che dice, quindi magari perde il referendum e poi rimane». Sulla Brexit e sul voto con Farage contro l'uscita rapida del Regno Unito spiega che «i vertici Ue vogliono una cacciata rapida degli inglesi come ripicca, vogliono colpirne uno per educarne cento. Abbiamo votato con Farage contro questa intimidazione».

© Riproduzione riservata

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