Venerdì, 22 Novembre 2019
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LE CANDIDATURE

Roma, Lega e Fratelli d'Italia si avvicinano. Berlusconi resta distante da Alfano

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A 12 anni partecipa a Doppio Slalom condotto da Corrado Tedeschi su Canale 5

ROMA. Il puzzle delle candidature non è ancora completo ma, fatta eccezione per Milano, il centrodestra si prepara ad andare in ordine sparso ovunque. Anzi, il quadro che emerge denota l'avvicinamento sempre più evidente tra Lega e Fratelli d'Italia (dopo Salvini anche la Meloni ha fatto sapere di votare M5s in caso non andasse lei al ballottaggio) mentre Silvio Berlusconi si prepara ad una corsa solitaria sia nella Capitale e con ogni probabilità anche a Torino e Napoli.

Il voto delle amministrative costituisce poi il banco di prova per testare il 'pesò dei singoli partiti in modo da lanciare ufficialmente il guanto di sfida al Cavaliere sulla leadership del centrodestra. E non è un caso che il leader della Lega Nord continui a battere il ferro sulla 'rottamazione: «Basta con la riedizione del centrodestra di 20 anni fa», mette in chiaro il segretario del Carroccio convinto che il futuro leader debba essere scelto con le primarie. Ma se Lega e Fdi si organizzano, anche l'ex premier si guarda intorno con segnali alternanti a Ncd.

Alla vigilia della visita in Sicilia un tempo roccaforte del berlusconismo (nel 2001 il centrodestra vinse 61-0 conquistando tutti i collegi dell'isola) il Cavaliere apre ufficialmente ad un'alleanza con Area Popolare. È il tentativo estremo di evitare che il baricentro di centrodestra si sposti verso posizione estreme: «In politica vince chi non serba rancore - spiega Berlusconi in un'intervista al quotidiano La Sicilia - io so che Ncd è un partito costituito da donne e uomini che vengono dal centrodestra, la cui collocazione naturale è con noi».

L'obiettivo dell'ex capo del governo è partire dalla Sicilia per poi arrivare prima delle elezioni politiche ad un ricomposizione della frattura con Area Popolare. Ma l'apertura provoca una reazione sdegnata dentro il partito. E Berlusconi in serata frena. «Non si può stare contemporaneamente con noi e con la sinistra» dice al Tg1 dopo aver sottolineato di non essere favorevole a dare la patente di «moderato, liberale e popolare» a chi «con i voti moderati fa da stampella alla sinistra».

Termometro della fredda accoglienza ai timidi segnali di apertura della mattinata ad Alfano è Daniela Santanchè: «Condivido con Berlusconi che il rancore non paga ma trovo difficile che gli elettori del centrodestra traditi da Alfano possano essere disponibili a votare i loro carnefici». Prudenti le parole del leader Ncd: «Nemmeno io serbo rancore a Berlusconi» premette Alfano che poi rivendica di aver le scelte fatte dal suo partito vedendo il caos in cui si trova il centrodestra: «Noi di Area popolare non dobbiamo spostarci al limite possiamo essere raggiunti, perchè siamo nella posizione giusta».

Sul fronte opposto intanto Fratelli d'Italia e Lega continuano a fare muro contro la scelta del Cavaliere di continuare a sostenere Guido Bertolaso. Lunedì la Meloni e Salvini si presenteranno insieme in conferenza stampa per sancire l'alleanza per la corsa al Campidoglio mentre gli azzurri nel fine settimana torneranno a consultare i romani con un nuovo round di 'gazzebariè questa volta sulle priorità che l'ex capo della protezione civile deve inserire nel suo programma.

La prossima settimana è inoltre prevista una nuova riunione del tavolo sulle candidature in cui gli ambasciatori dei tre partiti proveranno in extremis a salvare l'alleanza cercando il più possibile di individuare dei nomi condivisi per le città chiamate alle urne.

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