Mercoledì, 28 Ottobre 2020
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Berlusconi non abdica: io indispensabile per il centrodestra

Nel day after della cruciale piazza di Bologna, il Cavaliera tenta, così, di spalar via i dubbi all'interno di FI sul ruolo degli azzurri in una coalizione dove, sondaggi alla mano, oggi è Matteo Salvini la vera star

ROMA. Nessun passaggio di testimone ma una presenza necessaria per dare l'immagine di un'inversione di rotta del centrodestra. Nel day after della cruciale piazza di Bologna Silvio Berlusconi tenta, così, di spalar via i dubbi all'interno di FI sul ruolo degli azzurri in una coalizione dove, sondaggi alla mano, oggi è Matteo Salvini la vera star. Ma, è il refrain che rimbalza da Arcore, la presenza del leader FI, è fondamentale: senza di lui il centrodestra si ridurrebbe a mera destra. Insomma, il Cavaliere «non abdica».

È infatti al bacino dei moderati che, a dispetto di un Salvini allergico a simili definizioni, che Berlusconi vuol continuare ad aggregare voti 'rubandolì, magari, a un Pd che oggi guarda anche al centro. Con la sua presenza, insomma, il leader FI ha voluto porre l'inizio di un percorso per un'unità che darà filo da torcere al Pd già dalle comunali. Questo è il ragionamento che filtra da Villa San Martino dove l'ex premier ha passato il lunedì, intervenendo sull'assetto interno del partito e nominando il suo medico, Alberto Zangrillo, responsabile Sanità di FI, e Melania Rizzoli a capo del Welfare. Intanto Fi, Lega e Fdi accelerano sulle Comunali.

Il salto in avanti di Giuseppe Sala su Milano ha infatti i suoi effetti ed è visto come la prima, vera mossa di Renzi. Da qui la volontà di uno sprint su quel tavolo comune che presto dovrebbe essere convocato. Per ora sui nomi c'è prudenza. Su Milano, ad esempio, sebbene già nei giorni scorsi si registrava il pressing di una parte di FI per una discesa in campo dello stesso Salvini, la partita è apertissima e vede, oggi, anche la rottura dei rapporti tra Ncd e Lega in Lombardia, dove i due partiti governano nella stessa giunta.

«Ormai lavoriamo per creare uno schieramento autonomo, anche a Milano», sentenzia Roberto Formigoni dopo aver incontrato, assieme a Maurizio Lupi, il gruppo consiliare centrista che già in mattinata chiedeva a Roberto Maroni «un chiarimento politico» dopo la manifestazione di ieri laddove la Lega replicava invitando i centristi a spiegare «come fanno a stare con Renzi».

I rapporti tra Lega e Ncd al momento restano pari allo zero e scanditi dai violenti botta e risposta tra i due leader e dagli attacchi di Salvini, che oggi, ad esempio, contro il rilascio degli attivisti arrestati ieri a Bologna sbotta: «la giustizia italiana mi fa schifo». Nodo, quello dei rapporti con Ncd, al quale vanno aggiunti le disparità non di poco conto nei programmi di Fi e Lega, con, in primo piano, il rapporto con il Ppe, le unioni civili (tema che divide anche gli azzurri) e l'apertura al M5S fatta ieri da Salvini.

Da qui i timori in un partito che, per dirla alla Maurizio Gasparri, ieri «ha pareggiato fuori casa» mentre Michaela Biancofiore chiama tutta FI a tornare a «fare da traino» quasi tentando di parare eventuali altre defezioni che la presenza che l'abbraccio alla piazza leghista potrebbe portare. La strada, tuttavia, sembra tracciata, in un centrodestra che oggi vede inoltre il battesimo del movimento lanciato dalla destra diffusa. Azione Nazionale, è il suo nome, laddove la sigla 'An' fa pensare a tutto fuorchè a un taglio netto con l'ormai lontano schema del '94.

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