Sabato, 14 Dicembre 2019
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REGIONE

Nomi e deleghe, nei partiti è ancora rebus perla nuova giunta di Crocetta

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In casa Pd sembra sicuro l'ingresso del capogruppo Antonello Cracolici. Unico punto fermo, poi l'incastro si complica
Antonello Cracolici, Fausto Raciti, Rosario Crocetta, Sicilia, Politica
Antonello Cracolici, dato per scontato il suo ingresso in giunta

PALERMO. Il puzzle della nuova giunta dovrebbe essere completo entro oggi. Ieri per il segretario regionale del Pd, Fausto Raciti, è stata una giornata di incontri ma fino a sera (riuniti nella sede del partito c'erano Raciti, Faraone, Lupo, Gucciardi e Cracolici) la soluzione non c'era. In casa Pd sembra sicuro l'ingresso del capogruppo Antonello Cracolici. Unico punto fermo, poi l'incastro si complica.

Per l'area cuperliana si fanno i nomi di Bruno Marziano e Concetta Raia (meno quotata). C'è il no del vicepresidente dell'Ars, Giuseppe Lupo («L'importante è che il Pd esprima unitariamente una delegazione forte. Io continuerò a fare il vicepresidente dell' Ars. Sosterrò la nuova fase del governo Crocetta»), in quota potrebbe entrare uno fra Anthony Barba gallo e Marika Cirone.

Ci sono poi i tre assessori uscenti dell'area renziana che fa riferimento a Faraone. Difficile garantire un posto a tutti e tre, Gucciardi, Baccei e Contrafatto. Quest'ultima, magistrato in aspettativa, dovrebbe essere «salvata» (eviterebbe così un trasferimento) e confermata nella stessa delega (Acqua e Rifiuti) per non dovere ripassare di nuovo dall' autorizzazione del Csm.

L'ultima ipotesi è quella di «sacrificare» Gucciardi (che tornerebbe a fare il capogruppo) e confermare Baccei (tecnico apprezzato a Roma e non nuovo a frizioni con Crocetta) e Contrafatto. Ma non è tutto. In casa Udc i nomi sono quelli di Giovanni Pistorio e Gianluca Miccichè ai quali sarebbe affiancato un tecnico (in pole position c'è Carlo Vermiglio, gradito anche a Ncd anche se nel partito di Alfano c' è forte tensione).

In ballo però ci sono le deleghe. Lo scudocrociato ha chiesto un assessorato «pesante» e uno di secondo piano. L'ipotesi è quella di spostare Pistorio alle Infrastrutture e lasciare a Miccichè un posto ai Beni culturali o al Turismo.

 

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