Martedì, 28 Gennaio 2020
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Pace nel Pd, i big di ogni corrente. E nella nuova giunta ci sarà un posto anche per Ncd

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Crocetta detta i tempi: «Entro sabato voglio le indicazioni oppure scelgo io»

PALERMO. Un pranzo a Roma fra Fausto Raciti e Davide Faraone ha sancito la pax interna al Pd. E la stretta di mano a Palermo viene letta come la premessa per la nuova giunta con i big di ogni corrente. Crocetta va avanti e prevede di chiudere l’accordo entro sabato. E anche Ncd sarà della partita per siglare quel patto che porti a fine legislaura e prepari le elezioni del 2017.

Crocetta ritiene «del tutto tramontato il rischio elezioni anticipate». È uno scenario messo sul tappeto fino a lunedì scorso dall’area renziana che fa capo a Davide Faraone e che aveva preso quota dopo il no del premier agli aiuti per sanare il bilancio.

Ma il braccio destro di Renzi, Lorenzo Guerini, nell’incontro di martedì con Crocetta avrebbe espresso scetticismo sull’opportunità di votare. E tanto basta a chi lavora per una nuova giunta che fotografi una nuova coalizione. A pilotare la crisi sono il presidente, Raciti e il leader Udc Gianpiero D’Alia.

Crocetta ieri ha fissato i paletti: «Per me la giunta è già azzerata. E il nuovo governo va chiuso entro due o tre giorni. Altrimenti decido io da solo. Perché negli ultimi tre mesi si è parlato solo di rimpasto invece noi dobbiamo risanare i conti e avviare le riforme senza fibrillazioni. Inoltre uno scontro continuo e lacerante dentro il partito non fa bene. Ho interesse che ci sia stabilità pure nel Pd». In quest' ottica l' incontro di ieri fra Faraone e Raciti ha sancito che il Pd siciliano si muoverà unitariamente. Se gli organi di partito decideranno di entrare nella nuova giunta, entreranno tutte le correnti. Scontato fin dall' inizio il ruolo della vecchia ala cuperliana, ora anche i renziani tornano nell' orbita del governo.
Raciti e Cracolici puntano sui deputati in giunta. In pole position Bruno Marziano, Filippo Panarello, Concetta Raia e Mariella Maggio. E una chance l' avrebbe anche Giovanni Panepinto.
Giuseppe Lupo potrebbe invece confermare l' indicazione di Antonio Purpura ai Beni Culturali: mossa che garantirebbe alla corrente una rappresentanza massima (lo stesso Lupo è vicepresidente dell' Ars). L' alternativa è l' indica zione del deputato Anthony Barbagallo, che però dovrebbe lasciare il posto nel consiglio di presidenza dell' Ars.
A uscire sarebbero Bruno Caruso (Lavoro), Cleo Li Calzi (Turismo) e forse Purpura. Mentre un discorso a parte va fatto per i renziani. Il più in bilico è Alessandro Baccei ma sia Guerini che Faraone e Luca Lotti hanno fatto sapere che il governo nazionale considera l' assessore all' Economia il perno dei rapporti fra Roma e Palermo. E non a caso ieri Crocetta ha evitato di attaccare ancora Baccei: «Non ne ho mai fatto un caso personale. Ho solo detto che gli allarmi sui conti hanno danneggiato la Regione». Baldo Gucciardi dovrebbe restare alla Sanità mentre è da verificare il ruolo di Vania Contrafatto ai Rifiuti.
L' Udc oggi ha due assessori. Giovanni Pistorio vola verso la conferma ma potrebbe lasciare la Funzione Pubblica e andare verso un assessorato più delicato (Attività produttive?). L' altro, Giovanni Pizzo (Infrastrutture) sarebbe al passo d' addio. La novità è che la rappresentanza in giunta non sarà solo dell' Udc ma dell' intergruppo parlamenta re che mette insieme centrisi e Ncd e che conta su 13 deputati: tanto basta per indicare tre assessori, due in quota Udc e un tecnico vicino agli alfaniani (potrebbe essere Mario La Rocca).
Il leader del Psi, Nino Oddo, comunicherà oggi a Crocetta che punta su Giovanni Di Giacinto, attuale capogruppo all' Ars che lascerà il posto ad Antonio Malafarina. Trema quindi Mariella Lo Bello, finora espressione di quest' area che però Crocetta vorrebbe confermare anche senza una indicazione dei partiti. Un assessorato avranno Sicilia Democratica (in pole c' è Luisa Lantieri al posto di Sara Barresi) e il Pdr che potrebbe confermare Maurizio Croce.
Il presidente vorrebbe tenere per sè un altro posto ma ciò significherebbe togliere un assessore ai renziani. Eque sto aprirà un altro fronte. Ecco perchè la scadenza di sabato potrebbe non essere rispettata e non a caso ieri Crocetta ha evitato di togliere formalmente le deleghe per il rischio di paralizzare la Regione: «Non voglio che qualcuno non rispetti scadenze perchè ha perso il potere di firma». La giunta è sì azzerata ma solo «politicamente».

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