Questo sito contribuisce all’audience di Quotidiano Nazionale

Renzi: «Sindacati in crisi, più tessere che idee»

ROMA. Nuova sferzata del premier Matteo Renzi ai sindacati, con invito nero su bianco a mettersi in discussione nel profondo in vista della riforma della legge sulla rappresentanza sindacale. «Noi ci siamo. E spero - ha scritto Renzi nella sua rubrica settimanale sull'Unità- che stavolta i sindacati accettino la sfida: una buona legge sulla rappresentanza potrebbe aiutarli a vincere la crisi che sta fortemente minando la rappresentatività delle organizzazioni. Oggi anche nel sindacato c`è troppa burocrazia. E girano più tessere che idee».

Le reazioni al suo invito non si sono fatte attendere. Il primo a scendere in campo è il leader della Uil, Carmelo Barbagallo: «Renzi dice che nel Sindacato ”girano più tessere che idee”. Le tessere sono il simbolo della libertà: i cittadini, liberamente, decidono di associarsi per un fine comune e per ottenere contratti, tutele e servizi. Evidentemente, il nostro premier, immerso in un humus culturale individualista, fa fatica a concepire il valore della libertà di associazione. Che il sindacato abbia ancora tante tessere è un bene per la democrazia, un indice di vitalità del Paese e un segno che il sindacato stesso è ancora fortemente rappresentativo e la sua funzione è ancora giudicata utile». Barbagallo sottolinea come «un'ulteriore riprova di tutto ciò è che quando si svolgono le elezioni per le RSU, vi partecipa, mediamente, l'85% dei lavoratori. Quanto alle idee, se si degnasse di ascoltarci, ne avremmo da proporgliene. Un nuovo modello contrattuale fondato sul PIL e sulla crescita, lo sciopero virtuale, la flessibilità in uscita per gli anziani e la stabilità per i giovani, la riduzione delle tasse per lavoratori e pensionati: sono, queste, solo alcune delle proposte le cui modalità di attuazione vorremmo tentare di spiegargli, se ce ne desse l'opportunità». «Noi - conclude Barbagallo - abbiamo invitato Renzi a partecipare all'assemblea nazionale della Uil che si svolgerà a settembre a Bari: se ha voglia di confrontarsi con noi su questi temi, batta un colpo. Infine, fossi in lui, piuttosto che provare a regolamentare i sindacati con altre leggi che rischiano di essere incostituzionali, mi preoccuperei di rivitalizzare i partiti dove, ormai, girano poche tessere e poche idee per fare uscire il Paese dalla crisi».

Anche la segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan replica a Renzi, dicendosi contraria alla legge sulla rappresentanza: «È giusto che anche il sindacato, come del resto la politica, debbano cambiare il modello contrattuale e la propria struttura organizzativa, ristabilendo un rapporto di collegamento diretto con i lavoratori e soprattutto con i giovani - interviene la Furlan -. Ma per fare questo non occorre una legge sulla rappresentanza come propone il Presidente del Consiglio. Questo - continua - non è certo il momento delle polemiche o delle divisioni. Ma vogliamo ricordare al presidente del consiglio che il sindacato italiano rappresenta milioni di lavoratori, pensionati, donne, giovani, immigrati e per quello che ci riguarda la Cisl non ha mai fatto mancare il proprio contributo di idee e di proposte, assumendosi responsabilità importanti negli anni della concertazione ed in tutte le trattative» «Fummo tra i soggetti che anticiparono la legge 146 del 1990 con l'autoregolamentazione del diritto di scioperi nei servizi essenziali, perchè noi non scioperiamo contro i cittadini. Ora vedo una gran voglia di dire che tutto è servizio pubblico essenziale. Che servono altre restrizioni. Andiamoci piano. I problemi cui assistiamo si risolvono non negando diritti, ma affrontando il tema della rappresentatività. E sbloccando i contratti pubblici e ripristinando le relazioni sindacali». Intervistata da Qn, la leader della Cgil Susanna Camusso frena sulla riforma della legge 146, prende le distanze dai casi Pompei e Alitalia, e chiede al premier Matteo Renzi di non strumentalizzare le due vicende. Su Pompei, «la modalità è sbagliata, non si usano nè gli scioperi nè le assemblee come arma che danneggia importanti beni culturali del Paese. Per Camusso le dichiarazioni di Renzi sono «strumentali e sembrano preparare una nuova campagna estiva segnata da un'aggressione al sindacato e ai diritti dei lavoratori. Giusto rimettere in moto il Paese, ma con i piedi saldi per terra partendo dal dare lavoro ai giovani».

Caricamento commenti

Commenta la notizia