Mercoledì, 03 Giugno 2020
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SCUOLA

Giannini attacca il sindacato: "Dice no per difendere il suo potere"

«Nella protesta contro il disegno di legge sulla scuola ci sono anche motivazioni politiche ed elettorali», ha affermato il ministro
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Il ministro della Pubblica istruzione, Stefania Giannini

ROMA. «Valutazioni e merito entrano nella scuola. Il sindacato dice no e difende il suo potere». Lo afferma al Messaggero il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini che aggiunge: «Nella protesta contro il disegno di legge sulla scuola ci sono anche motivazioni politiche ed elettorali».

Per il ministro «in Italia c'è una urgenza educativa». E annuncia: «Aboliremo i precari. Quelli che scendono in piazza non vogliono che la scuola si apra a un perfettibile, ma necessario, sistema di valutazione di tutto il processo educativo: che riguarda presidi, insegnanti e naturalmente anche studenti. Quando si protesta contro le prove Invalsi, che comunque non sono in assoluto i migliori test, si nega l'importanza e la necessità di avere uno strumento di valutazione standardizzato».

Per il ministro inoltre nella protesta «entra in gioco il ruolo del sindacato. Una parte si sta aprendo al dialogo, per esempio la Cisl, mentre altre parti fino ad oggi, nonostante noi avessimo praticato l'ascolto, non sono volute entrare nel merito delle questioni. Si sovrappone alla resistenza culturale una battaglia politica contro il governo. Questo è già avvenuto sul Jobs Act, in cui abbiamo proposto l'eliminazione del precariato, e si ripete ora contro questa legge in cui noi proponiamo l'eliminazione della babele delle graduatorie del precariato storico e il ripristino, da quest'anno, del concorso per nuovi assunti. Oltretutto questa battaglia politica contro la riforma avviene alla vigilia delle elezioni regionali. Di slogan stagionati ne abbiamo sentiti troppi. E quando contro questa riforma vedo in piazza un'alleanza tra destra, sinistra conservatrice, leghisti, grillini, mi accorgo che la dimensione elettorale travalica tutte le altre».

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