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NUOVE NORME

Divorzio breve alla Camera il 21 aprile

Il testo prevede l'accorciamento da tre a un anno del tempo necessario per chiedere il divorzio dopo la separazione

ROMA. Divorzio breve: si stringono i tempi per il via libera delle nuove norme. La commissione Giustizia della Camera ha approvato ieri, senza modifiche il provvedimento in materia che sarà in Aula dal 21 aprile. Il testo prevede l'accorciamento da tre a un anno del tempo necessario per chiedere il divorzio dopo la separazione. Il tempo si riduce a sei mesi nel caso di separazione consensuale, anche quando il giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale.

Le norme si applicano ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, anche nei casi in cui il procedimento di separazione che ne costituisce il presupposto risulti ancora pendente alla medesima data. E' saltata, invece, durante la discussione al Senato, la norma che prevedeva il 'divorzio immediato' previsto anche in altri Paesi europei.

ECCO COME FUNZIONA ALL'ESTERO

ROMANIA - "E' il Paese - spiega Gerardi - nel quale si recano di più le coppie italiane. Il divorzio è diretto: se una coppia è in crisi può chiederlo direttamente senza nessuna fase preventiva". "La stessa cosa accade in altri Paesi dell'est Europa come la Lituania, l'Estonia, la Serbia e la Croazia. E in Paesi del nord Europa come la Finlandia o la Norvegia".

"Nei principali Paesi europei - evidenzia ancora - esiste invece un preventivo periodo di separazione di fatto".

GERMANIA - Al momento della richiesta di divorzio la coppia, se la richiesta è consensuale, deve dimostrare che da un anno vive separata. Il tempo sale a tre anni se la richiesta non è consensuale.

INGHILTERRA - La richiesta si può fare dopo un anno di matrimonio. Il periodo per il quale bisogna dimostrare di aver vissuto separati è di due anni nel caso il divorzio venga chiesto insieme e cinque anni se non c'è consensualità.

FRANCIA -  Non c'è l'obbligo di una successione temporale tra separazione e divorzio ai fini dello scioglimento del matrimonio. In caso di divorzio consensuale la coppia presenta congiuntamente una convenzione che regola le conseguenze del divorzio (patria potestà e affidamento dei figli, liquidazione degli interessi patrimoniali e divisione dei beni, alimenti, prestazione compensatoria). Il giudice omologa la convenzione e pronuncia la sentenza di divorzio. Nel caso il giudice rifiuti l'omologazione, può essere presentata una nuova convenzioneentro i successivi sei mesi. I due coniugi posso anche rimettere al giudice la disciplina delle conseguenze della separazione. Nel caso di 'divorzio per alterazione definitiva del legame coniugale'  è possibile il divorzio dopo due anni di separazione legale (pronunciata dal giudice) e può essere richiesto anche unilateralmente da uno solo dei coniugi. Infine, il 'divorzio per colpa nei casi di violazione grave dei doveri e degli obblighi matrimoniali'. In casi di violanza la vittima, anche prima dell'avvio della procedura di divorzio, può chiedere al giudice per gli affari familiari di deliberare sulla separazione delle residenze e sull'assegnazione dell'abitazione coniugale.

SPAGNA - Divorzio e separazione vengono considerate due opzioni, alle quali i coniugi possono fare ricorso indifferentemente per far fronte alle vicissitudini matrimoniali. "Se una coppia - spiega Gerardi - non vuole divorziare ma vivere separata chiede la separazione, altrimenti può chiedere direttamente il divorzio". La domanda può essere avanzata anche da solo uno dei due coniugi dopo tre mesi di matrimonio. La norma - spiega Gerardi - è stata introdotta "un anno dopo in Portogallo". La domanda di separazione o di divorzio può essere presentata anche da uno solo dei coniugi, a condizione che siano trascorsi tre mesi dalla celebrazione del matrimonio, senza che l'altro possa opporsi per motivi materiali e senza che il giudice possa respingere la richiesta, fatti salvi i motivi processuali.

"Quindi - conclude l'avvocato - tra i grandi Paesi europei, il nostro è quello che prevede il doppio dei tempi e dei costi tanto che l'Europa ci ha dato la maglia nera  nel rapporto della commissione per l’efficienza della giustizia (Cepej) del Consiglio d’Europa. In media nella migliore delle ipotesi il tempo necessario a divorziare è di 4-5 anni".

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