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Nozze gay, De Magistris: "Abuso di potere di Alfano e prefetti"

Il sindaco di Napoli interviene sulla decisione del Tar del Lazio sulle trascrizioni dei matrimoni fra persone dello stesso sesso

NAPOLI. «Il ministro dell'Interno e i Prefetti hanno fatto un abuso di potere». Lo scrive in in tweet il sindaco di Napoli Luigi de Magistris in riferimento alla decisione del Tar del Lazio sulle trascrizioni dei matrimoni fra persone dello stesso sesso contro cui il ministro Alfano aveva emanato una circolare. «Il Tar - prosegue de Magistris - ci dà ragione. Renzi 0 - sindaci 1!». Napoli è tra le città italiane che ha reso possibile le trascrizioni presso l'ufficio anagrafe.

 «Il ministero dell'Interno ha sempre coerentemente garantito il quadro normativo attuale in materia di stato civile che non consente di celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso, nè di trascrivere quelli celebrati all'estero. Le notizie relative alla recente pronuncia del TAR Lazio confermano tale principio, così come recentemente anche la Sentenza della Corte di Cassazione del febbraio 2015. Le restanti questioni esaminate dal TAR Lazio saranno oggetto di successivo approfondimento nelle sedi giudiziarie competenti».  Lo rende noto il ministero dell'Interno in un comunicato.

 «La sostanza è che i matrimoni gay non si possono trascrivere, il Tar solleva un problema di competenza, dice che non può intervenire il prefetto, ma deve farlo un magistrato. Ma nella sostanza ci dà ragione, in Italia non c'è nè il federalismo matrimoniale nè il turismo nuziale». Così il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ospite a Omnibus sul tema delle nozze gay e la sentenza del Tar Lazio.

«Il Tar conferma che le trascrizioni dei matrimoni tra persone dello stesso sesso sono illegittime,  in questo senso avvalorando la posizione assunta dal ministro Alfano qualche mese fa. Da domani quindi i sindaci si astengano dal riconoscere unioni che per il nostro ordinamento non hanno alcun valore giuridico, al punto che se dovessero continuare commetterebbero un abuso se non un reato. Le unioni civili non sono tema da campagna elettorale». Lo ha dichiarato il presidente del gruppo di Area Popolare al Senato, Renato Schifani.

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