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Nessun timore sulle riforme, Renzi: "Abbiamo i numeri e azzurri divisi"

Renzi si sta attrezzando per affrontare uno scenario nuovo. Che esclude l'appoggio di Forza Italia. Per marginalizzare Berlusconi e la Lega, il premier starebbe lavorando ad aggregare un ampio fronte centrista sulla scia dell'ingresso degli 8 parlamentari di Scelta Civica nel Pd

ROMA. Matteo Renzi non ha intenzione di farsi intimorire dalla levata di scudi di Forza Italia dopo la rottura del patto del Nazareno. Prima di tutto perchè, osserva con i suoi, «sono divisi» in aula tra chi vota contro, chi a favore e chi si astiene. In secondo luogo perchè in ogni caso sulle riforme i numeri ci sono ed il premier avrebbe ancora intenzione, a quanto si apprende, di rinforzare la maggioranza con un'operazione di apertura rivolta alle varie anime del centro che potrebbe portare secondo alcuni ad un rimpasto di governo.

Nel D-Day del ritorno in aula della riforma costituzionale,  il mandato che il premier dà ai suoi è chiarissimo: si va avanti come nulla fosse, magari l'ostruzionismo rallenterà l'approvazione finale ma l'obiettivo è vincere la prova di forza. E denunciare l'incoerenza degli azzurri seduti fino all'altro ieri al tavolo con la maggioranza per scrivere le riforme e da oggi all'opposizione. Il via libera per sabato è un auspicio del ministro Maria Elena Boschi ma in realtà nella maggioranza nessuno si illude. «Quello che deve essere chiaro è che non ci fermano», ribadiscono i fedelissimi del leader Pd che provano a studiare contromosse per accorciare i tempi. Anche se il «canguro» o emendamenti come quelli del senatore Stefano Esposito, che a Palazzo Madama ha fatto cadere migliaia di emendamenti, non sono possibili nel caso di riforma istituzionale.  La fotografia che emerge dalla prima giornata di votazioni dopo la separazione con Silvio Berlusconi è comunque di un'asse tra Fi e Lega ancora in fase di studio. Con votazioni diverse tra i due partiti e anche dentro gli azzurri stessi.

Ma al di là di auspicare un ripensamento di Silvio Berlusconi, «ieri alla riunione ad Arcore non mi risulta che tutti fossero d'accordo», racconta uno dei pontieri con Fi, Renzi si sta attrezzando per affrontare uno scenario nuovo. Che esclude l'appoggio di Forza Italia.  Per marginalizzare Berlusconi e la Lega, i cui numeri contano soprattutto a Palazzo Madama, spiegano fonti parlamentari, il premier starebbe lavorando ad aggregare un ampio fronte centrista sulla scia dell'ingresso degli 8 parlamentari di Scelta Civica nel Pd. Responsabili o «Orizzonte 2018» che dir si voglia, sarebbe un'area pronta a sostenere l'azione di governo in modo compatto.

E come segnale di allargamento della maggioranza girano con insistenza voci di rimpasto di governo, partendo dalla scelta del nuovo ministro del Mezzogiorno che avrà deleghe molto più ampie del ministero degli Affari regionali.  Un'operazione guardata con un po' di sospetto dalla minoranza dem che teme uno snaturamento del Pd. Per tenere alta la bandiera di sinistra, infatti, esponenti come Stefano Fassina parteciperanno alla manifestazione pro-Grecia sabato a Roma dopo aver incassato oggi l'ok alla richiesta di una direzione ad hoc per definire la linea del Pd rispetto al braccio di ferro tra Alexis Tsipras e l'Ue.

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