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Bufera nell'Ncd, nuove dimissioni dopo l'elezione di Mattarella

Il parlamentare si è dimesso da presidente dei senatori e avverte: "Se costretti da atti di controriforma su temi sensibili come il lavoro, il fisco e la giustizia, pronti a uscire"

ROMA. «Dobbiamo essere pronti a rompere la nostra partecipazione al governo, se costretti da atti di controriforma su temi sensibili come il lavoro, il fisco e la giustizia». Intervistato da Corriere della Sera e QN, Maurizio Sacconi mette in guardia da uno spostamento a sinistra dell'asse del governo e conferma le sue dimissioni da presidente dei senatori di Ncd: «Alla luce di quanto accaduto, non mi sento in grado di fare il terzino sistemista del governo».

La leadership di Angelino Alfano «non è in discussione», tuttavia il timore di uno spostamento a sinistra del governo «è fondato sul fatto che la ricomposizione della sinistra italiana, non solo del Pd, ma del Pd con Sel, ha una cifra inevitabilmente conservatrice. Lo abbiamo già constatato quando il 24 dicembre Renzi cambiò all'ultimo momento un testo che prevedeva la fine dell' articolo 18, per ricomporre il Pd in vista del voto sul Quirinale», osserva Sacconi.

Per questo «noi dobbiamo essere pronti a rompere. E anche sulla riforma costituzionale, dobbiamo ridiscutere il nuovo Senato: non possiamo accettare una camera di debitori, cioè di Regioni e Comuni, dotata di potere». Con Forza Italia, aggiunge Sacconi, «dobbiamo darci la comune prospettiva di una lista unitaria dei liberalpopolari per andare al ballottaggio contro la sinistra unita di Renzi».

Ma i maldipancia in casa Ncd non finiscono qui. Nunzia De Girolamo, capogruppo Ncd alla Camera: "Non è possibile fare alleanze a macchia di leopardo, avere mille comportamenti diversi. Condivido le parole di Quagliariello. Sono sempre stata favorevole a una ricostruzione del centrodestra, ora chiedo anche dignità per il centrodestra".

Berselli si dimette: figura penosa e che getta discredito. Filippo Berselli lascia il Nuovo centrodestra. Con una lettera ad Alfano e Quagliariello, l'ex senatore bolognese (è stato anche sottosegretario alle Finanze e alla Difesa) ha rassegnato "con effetto immediato" le dimissioni dal partito e dagli incarichi di componente della Direzione nazionale e di responsabile nazionale area tematica forze dell'ordine e comparto sicurezza. "Al mio a Voi ben noto dissenso sulla fallimentare gestione del partito in Emilia-Romagna - scrive - si aggiunge ora la penosa, per non dire altro, figura fatta in occasione della recente elezione del Capo dello Stato, che ha finito per gettare discredito sulla nostra comunità. Tutto ciò non mi consente di restare nel Ncd, anche perché il progetto di 'area popolare', o come lo chiamerete, non mi appartiene". "Sono e mi sento politicamente un apolide - aggiunge Berselli, ex An e Pdl - come i tanti milioni di italiani che non vanno più a votare. D'ora innanzi mi dedicherò esclusivamente al territorio ed ai suoi infiniti problemi, colpevolmente trascurati da tutti". Ieri aveva annunciato il suo divorzio dal Ncd un altro esponente bolognese di primo piano, Giuliano Cazzola, ex Pdl e candidato alle europee lo scorso anno nel collegio del Nord Est.

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