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QUIRINALE

M5S, nove parlamentari dicono addio a Grillo: nasce "Alternativa libera"

Il voto rompe un nuovo argine dentro i Cinque Stelle e Grillo e Casaleggio cercano di uscire dall'angolo richiamando alla loro responsabilità i parlamentari del Pd

ROMA. Il voto per il Quirinale rompe un nuovo argine dentro i Cinque Stelle: una ampia fronda di dissidenti, una decina, si prepara ad abbandonare il movimento mentre Grillo e Casaleggio cercano di uscire dall'angolo richiamando alla loro responsabilità i parlamentari del Pd. 'Fateci voi una rosa di nomi e noi la voteremo nei primi tre scrutini', dicono Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio in una lettera che inviano a tutti i parlamentari dem.

"I nomi proposti dai parlamentari del Pd saranno votati dagli iscritti al M5S on line nei prossimi giorni" si legge nella mail spedita dopo il nuovo niet alle offerte di Matteo Renzi. "Vediamo se M5S capirà che questa è l'occasione buona" ha infatti insistito il segretario del Pd, ancora questa mattina.

Ma dalle file dei Cinque Stelle arriva un nuovo No. "Non siamo noi che ci siamo tirati indietro ma Renzi che non dà i nomi per votare già dalla prima seduta" spiega il componente del direttorio M5s, Roberto Fico che attacca: "Il Pd sta bluffando: quello che ci offre è una procedura che non appartiene ad uno stato democratico". E i 5 Stelle non ci pensano proprio di mettere piede al Nazareno: "non andremo sul luogo del delitto!" chiarisce. Il nome secco da votare dal terzo scrutinio in poi viene infatti letto dal M5s come una palese volontà del Pd di tenerli ai margini dei giochi. "Il Pd sta bluffando" avverte Fico che rimanda al mittente anche la proposta del fronte 'Anti-Nazareno'.

"Sicuramente la minoranza Pd voterà con il partito. Civati ci deve ancora pensare, Fassina ci ha già pensato e noi l'avevamo già capito due giorni fa" ridacchia il deputato che segue in prima battuta la partita per il Colle. Ora, dunque, visto che i nomi dal Pd non arriveranno non è escluso che il M5s possa tornare a decidere di votare un suo candidato di bandiera scelto sul blog. Se questa dovesse essere la strada potrebbe scoprirsi già domani quando potrebbe tenersi una riunione congiunta di deputati e senatori. Tra molti di loro serpeggia scontento per essere stati tenuti alla larga dalle decisioni sul Quirinale. Mugugni che in alcuni casi hanno dato la stura alla decisione a lungo meditata di lasciare il gruppo parlamentare.

Domani usciranno allo scoperto: hanno convocato una conferenza stampa per spiegare la scelta che, stando alle indiscrezioni, dovrebbe riguardare poco meno di una decina di parlamentari, per lo più deputati. Nomi non se ne fanno anche se nessuno si stupirebbe di vedere tra loro i protagonisti di una lunga stagione all'opposizione dentro il Movimento. Dai noti Walter Rizzetto, Aris Prodani, Tancredi Turco, Sebastiano Barbanti, passando per Gessica Rostellato e Marco Baldassarre.

Tra i possibili fuoriusciti ci dovrebbe essere anche il senatore Francesco Molinari: anche per lui il metodo poco condiviso per l'elezione del Capo dello Stato sarebbe stato l'ultimo dei 'tradimenti' dello spirito originario del M55 a fargli prendere la decisione. "Ora anche le 'quirinarie' ci hanno rubato. Del sogno originario non resta più nulla" twitta infatti il senatore.

Si chiamerà Alternativa Libera la componente che si creerà nel gruppo misto della Camera e che ospiterà i fuoriusciti del M5s.

«È presto per dire se faremo anche un nuovo gruppo: vedremo. Penso che se riusciamo a riunirci, nulla osta» dice uno dei nove fuoriusciti di oggi, Walter Rizzetto.

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