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Scontro Crocetta-Forza Italia, il governatore: "Vogliono perpetuare lo sfascio"

Il presidente della Regione: "Il partito rappresenta la continuazione delle pratiche del passato, un partito che vuole impedire quei processi di cambiamento che possono liberare la Sicilia. Lo sapevamo"

PALERMO. «Rifiutando il confronto sulle riforme, Forza Italia rivela di essere la politica che vuole la perpetuazione dello sfascio». Lo dice il governatore Rosario Crocetta all'indomani dell'appello in aula per le riforme caduto nel vuoto. Forza Italia, per bocca del capogruppo all'Ars Marco Falcone, ha risposto all'appello annunciano la mozione di sfiducia a Crocetta. Per il governatore «Fi rappresenta "la continuazione delle pratiche del passato, un partito che vuole impedire quei processi di cambiamento che possono liberare la Sicilia. Lo sapevamo".

Ieri il capogruppo di Fi Marco Falcone era intervenuto in aula dopo il governatore. Un discorso duro ed inequivocabile, sia contro il presidente della Regione sia contro l'assessore alla Formazione, Nelli Scilabra. "Questo governo è al capolinea - ha detto - Noi restiamo all'opposizione alternativi a questo governo. Chiedo formalmente di calendarizzare la mozione di censura all'assessore Nelli Scilabra. E abbiamo pronta anche la mozione di sfiducia al presidente Crocetta, la presenteremo insieme ai deputati grillini e ci aspettiamo il sostegno anche degli esponenti della maggioranza che finora hanno criticato questo governo. Ridiamo ai siciliani il diritto di tornare al voto".

«In Sicilia i grillini, unico caso in Italia, sono alleati con la destra conservatrice, la stampella del vecchio sistema, per impedire che la Sicilia attraversi il percorso virtuoso di moralizzazione della vita pubblica, di destrutturazione del sistema e prosegua nel processo riformista rivoluzionario». È il duro attacco del governatore Rosario Crocetta ai 5stelle che, ignorando l'appello fatto ieri all'Ars per un patto di lavoro, hanno annunciato «la sfiducia day» chiamando il popolo del web e dei gazebo «per mandare a casa il governo». «O ci sono o ci fanno - dice Crocetta all'ANSA - resta il fatto che sono gli stessi che hanno fatto inserire il referendum per istituire i Liberi consorzi impedendo di fatto i processi di decentramento alle autonomie locali». E ancora: «Sono gli stessi che non hanno mai pronunciato la parola mafia e anche in presenza di fatti gravi stanno zitti. Non uomini del futuro - conclude Crocetta - ma supporter del vecchio sistema che ha distrutto la Sicilia».

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