Sabato, 14 Dicembre 2019
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Tiene il modello Sicilia con i Cinque Stelle, ma il Pdl è spaccato a metà

La maratona parlamentare, contraddistinta da 'duellì e dall'inedito scontro istituzionale in aula tra Presidenza dell'Ars e governo, lascia il posto all'analisi politica. Dai tabulati dell'Assemblea emerge un quadro abbastanza chiaro sulle dinamiche interne ai gruppi
Sicilia, Politica

PALERMO. Il 'modello Sicilià o come  preferisce il governatore 'il metodo Crocettà, non solo esce  indenne dalla manovra finanziaria, votata dai Cinquestelle, ma  sembra trovare sempre più consensi anche in casa Pdl, con metà  del gruppo parlamentare che si esprime contro ma con gli  'alfanianì che al 'nò preferiscono l'abbandono dell'aula al  momento della votazione (con loro altri deputati  dell'opposizione) facendo scendere il quorum, segno di un  approccio politico nuovo, già emerso in occasione dell'elezione  dei delegati per il Capo dello Stato.     La maratona parlamentare, contraddistinta da 'duellì e  dall'inedito scontro istituzionale in aula tra Presidenza  dell'Ars e governo, lascia il posto all'analisi politica. Dai  tabulati dell'Assemblea emerge un quadro abbastanza chiaro sulle  dinamiche interne ai gruppi.     Intanto i 'grillinì: il gruppo ha votato la legge di  stabilità, anche perchè all'interno ci sono diverse norme  proposte dal movimento, come quelle sul microcredito alle  imprese, il taglio delle autoblu, i canoni per le cave e le  royalties per la produzione di idrocarburi. Per la prima volta,  però, i 5stelle non sono compatti. Il deputato Stefano Zito,  tra i più attivi all'Ars, ha votato contro, mentre un'altra  parlamentare, Gianina Ciancio, la più giovane a Palazzo dei  Normanni, non era in aula.     


Il voto ha spaccato a metà invece il Pdl, col capogruppo  Nino D'Asero e altri 4 parlamentari, tra cui gli ex An, contrari  alla manovra, mentre gli altri 5 componenti, gli 'alfanianì tra  cui Francesco Cascio (il delegato per l'elezione di Giorgio  Napolitano), hanno abbandonato l'aula. Anche il resto  dell'opposizione ha votato a macchia di leopardo: nel Pds-Mpa i  contrari risultano solo il capogruppo Giovanni Di Mauro e Toti  Lombardo, figlio dell'ex governatore Raffaele, il resto della  truppa si divide tra assenti (tre), astenuti (1) e addirittura  un favorevole. Anche i tre del Pid-Cp si sono spaccati, due i  contrari (tra cui il capogruppo) e un assente. Contro hanno  votato anche Nello Musumeci e il deputato della sua lista Gino  Ioppolo.     Le sorprese non mancano neppure in 'casà del governatore  Crocetta: il deputato Nino Oddo non ha votato, così come altri  parlamentari della maggioranza: Franco Rinaldi (Pd), Gianfranco  Vullo (Pd), Fabrizio Ferrandelli (Pd) e Marco Forzese dei  Democratici e riformisti, 'malpancistà della prima ora. Il  resto della maggioranza ha tenuto la linea, dimostrando  «fedelta» al governo: tra questi l'intera Udc, gran parte del  Pd e i sei componenti del nuovo gruppo 'Articolo 4', fondato  dall'ex capogruppo dello scudocrociato Lino Leanza. 

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