Giovedì, 20 Gennaio 2022
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Deputati Ars, stop alla doppia indennità

Da gennaio non sarà più possibile cumulare lo stipendio da parlamentare regionale con le pensioni maturate alla Camera o in Senato
Sicilia, Politica

PALERMO. L'Avvocatura dello Stato ha dato il via libera alla decisione del Consiglio di Presidenza dell'Ars sul divieto di cumulo tra indennità parlamentare e assegno vitalizio (pensione) dei deputati. Come previsto, quindi, la disposizione decisa dal Consiglio di Presidenza dell'Ars, nella seduta del 9 giugno e oggi confortata dal parere dell'avvocatura di Stato,  sarà esecutiva dall' 1 gennaio 2011.
Essa comporterà che, così come gli ex parlamentari nazionali una volta eletti all'Ars subiscono la sospensione della pensione da parte di Camera e Senato, anche i deputati regionali eletti al parlamento nazionale, al parlamento europeo, o a un (diverso) Consiglio Regionale, subiranno la sospensione dell'assegno vitalizio da parte dell'amministrazione dell'Ars.
"Nell'attuale quadro congiunturale - recita il parere dell'Avvocatura di Stato – la prospettata modifica regolamentare non sembra idonea a vulnerare alcun principio costituzionale, alla stregua del quale valutare la legittimità della nuova previsione, tenuto conto di quanto si è osservato in ordine alle finalità e ai suoi effetti, eliminando almeno in parte per essi, del tutto ragionevolmente, caratteristiche sfavorevoli di differenziazione dalla generalità dei rapporti pensionistici del pubblico impiego, che nello stesso parere trasmesso a codesta Assemblea vengono assunti a parametro di riferimento per il trattamento dei deputati regionali".
Il presidente dell'Ars, Francesco Cascio, afferma: "Il parere era stato chiesto all'Avvocatura di Stato per sgombrare il campo da dubbi circa eventuali diritti quesiti e oggi la decisione dell'organo statale istituzionalmente preposto alla tutela legale delle pubbliche amministrazioni, intervenendo sul punto, conforta la modifica regolamentare che abbiamo deciso in Consiglio di Presidenza reputandola consentita e legittima, in ossequio al principio di equiparazione con il Senato e ad una rigorosa linea di contrazione dei costi e razionalizzazione delle spese, che ci è parsa doverosa, quale giusto segnale di sensibilità da parte nostra nei confronti dei cittadini che oggi più che mai stringono la cinghia per arrivare a fine mese".

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