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CRIPTOVALUTE

Vendere la scansione dell'iride in cambio di soldi, l'ultima bizzarria della Silicon Valley

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Vendere la scansione della propria iride, un dato biometrico unico, in cambio di soldi gratis, in particolare criptovalute. È l’ultima bizzarra trovata della Silicon Valley, una storia che sembra fuoriuscita da una serie tv distopica come Black Mirror e destinata a innescare un dibattito sulla privacy. Già centomila persone hanno accettato e si sono fatte catturare l’immagine dell’occhio da un dispositivo che si chiama Orb, in pratica una sfera di metallo a forma di bulbo oculare.

L'offerta di un imprenditore

Ad avere l’idea e l’ambizione un imprenditore della Silicon Valley, Sam Altman, che insieme allo studente di fisica teorica Alex Blania ha creato il progetto Worldcoin, una nuova criptovaluta che si aggiunge al variegato mondo di cui il bitcoin è stato pioniere. L’idea di Altman è coinvolgere più persone possibili in un sistema di pagamento comune in cui ogni singola persona possa disporre di una chiave di accesso certa e unica al proprio denaro virtuale. La soluzione può essere una sola: la biometria. La storia imprenditoriale di Altman ha fatto il resto. E’ Ceo del gruppo della società di intelligenza artificiale OpenAI ed ex presidente dell’acceleratore di start-up Y Combinator. Per questo ha attratto 25 milioni di dollari di finanziamenti per Worldcoin da società come il fondo Andreessen Horowitz, uno dei più noti venture capital della Silicon Valley.

Già oltre 100 utenti hanno accettato

A tutte le persone interessate a partecipare, la società distribuisce un Worldcoin a testa. Oltre 100 mila utenti sarebbero già a bordo, mentre l’obiettivo dichiarato della neonata start up è di raggiungere 1 miliardo di persone entro il 2023. Per fare la scansione dell’iride la società usa Orb, un dispostivo in metallo che ha un diametro di 20 centimetri che legge e decodifica l’iride per tramutarla in un codice fruibile per l’identificazione. Questo prova che la moneta sia proprio di una certa persona e dà l’accesso al portafoglio virtuale personale, con all’interno il Worldcoin regalato. Si presume che gli altri andranno acqusitati. I promotori del progetto garantiscono che i dati degli utenti non saranno conservati in un database e sostengono che scopo finale dell’operazione è diffondere il più possibile l’uso delle criptovalute, ora usate solo dal 3% della popolazione mondiale. Attualmente la società sta testando 30 prototipi di dispositivi Orb in diverse parti del mondo, ma negli Stati Uniti potrebbe esserci un ritardo per avere «maggiore chiarezza sull’ambiente normativo».

Il meccanismo fa riflettere sull’uso delle tecnologie e gli effetti sulla società, ma anche sul valore che le aziende e gli utenti danno alla loro privacy. Due anni fa diventarono un caso gli esperimenti di due big della tecnologia, Google e Amazon. La prima regalava un buono da 5 dollari in cambio della scansione del proprio volto, un test per migliorare il riconoscimento facciale dei suoi telefoni. La seconda dava un buono da 25 dollari a chi era disposto a farsi scannerizzare il corpo: anche in questo caso l’esperimento era utile a migliorare un suo servizio, il sistema di taglie per la vendita di vestiti online.

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