Giovedì, 26 Maggio 2022
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CAPITOL HILL

L'assalto dei sostenitori di Trump a Washington: 4 morti negli scontri

Quattro morti, 13 feriti e 52 arresti: è il bilancio provvisorio degli scontri nella manifestazione di protesta dei fan di Donald Trump a Washington, secondo la polizia. Si prevede che i numeri possano aumentare ancora.

Gli scontri sono avvenuti nel corso dell'assalto a Capitol Hill, sede del Congresso, considerato il cuore della democrazia americana. l'assalto è avvenuto da parte di migliaia di fan di Donald Trump mentre era in corso la seduta per certificare la vittoria di Joe Biden, nello stesso giorno in cui i dem hanno conquistato il Senato e quindi l'intero parlamento.

Dopo aver sfondato le recinzioni e i deboli cordoni di polizia, i supporter, alcuni armati e in mimetica, hanno infranto alcune finestre e hanno fatto irruzione nel Campidoglio. Un blitz che solleva molti interrogativi su come le forze dell'ordine si fossero preparate ad una protesta prevista da giorni.

Mobilitata la guardia nazionale e proclamato il coprifuoco in città ma questo non ha impedito nel frattempo scene di violenza e guerriglia. Feriti anche diversi agenti.

L'Fbi sta assistendo la polizia di Washington nell'identificare coloro che "hanno istigato violenza". Una linea telefonica dedicata è a disposizione per chi avesse informazioni, foto e video. Il fatto che molti dei manifestanti non indossavano la mascherina potrebbe facilitare il compito dell'identificazione.

Il Congresso, dopo gli scontri e le tensioni, ha poi proclamato Joe Biden e Kamala Harris presidente e vicepresidente degli Stati Uniti al termine della seduta a camere riunite per certificare i voti del collegio elettorale, vinto dal ticket dem con 306 voti contro i 232 di quello repubblicano. Il parlamento ha respinto alcune contestazione avanzate da esponenti repubblicani dopo che la seduta era stata interrotta per l'assalto dei manifestanti pro Trump a Capitol Hill. Biden e Harris giureranno il 20 gennaio.

È stato il vicepresidente Mike Pence a dichiarare l’accettazione da parte del Congresso dei voti del collegio elettorale, spianando la strada alla cerimonia del giuramento il 20 gennaio.

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