Domenica, 29 Novembre 2020
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CAMBRIDGE

Un siciliano guida gli scienziati di Moderna: "Il nostro vaccino efficace anche per gli over65"

«Il nostro è un vaccino efficace anche per gli over 65 e per le persone con altri fattori di rischio». Lo dichiara in un’intervista al Corriere della Sera Andrea Carfi, il responsabile, di origini siciliane, della ricerca sui vaccini e le malattie infettive di Moderna, la società americana con sede a Cambridge in Massachusetts che ha appena annunciato di aver messo a punto un anti-Covid-19 con un’efficacia del 95%.

Carfi spiega: «Abbiamo condotto i nostri studi in completa sicurezza. Non abbiamo saltato alcun passaggio. Gli investimenti finanziari da parte del governo americano ci hanno permesso di accelerare lo sviluppo del vaccino» anche perchè, aggiunge, «Abbiamo testato il prodotto su una platea di 30 mila volontari che riflette la composizione della società americana, sia per età che per etnie: giovani, anziani, bianchi, afroamericani, latinos».

Carfi, che ha lavorato per sette anni nel laboratorio Irbm/Merck di Pomezia, poi altri sette anni alla Novartis, prima di passare a Moderna, richiama poi l’attenzione su un particolare molto importante: «Il 42% del campione è composto da persone ad alto rischio. Nel dettaglio - spiega - il 25% è formato da over 65 e il 17% da individui con malattie o fattori di rischio, come diabete, obesità eccetera. Quindicimila hanno ricevuto il placebo, una sostanza innocua, gli altri il vaccino».
Ebbene, chiosa, «abbiamo verificato che il vaccino è efficace nello stesso modo per tutti, anche per gli ultra settantenni, cioè il segmento della popolazione di solito più refrattario ai vaccini».

Sull'efficacia del vaccino anche per prevenire la trasmissione del virus, Carfi risponde: «Per il momento sappiamo che il vaccino previene l’insorgere della malattia, lo sviluppo dei suoi sintomi. Dobbiamo ancora capire se potrà prevenire anche l’infezione e quindi evitare che ci siano persone vaccinate che contraggono comunque il virus, rimanendo asintomatici e potenzialmente contagiosi per gli altri. Penso avremo qualche risposta nei primi mesi del 2021».

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