Sabato, 08 Agosto 2020
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LA MOBILITAZIONE

Hong Kong, proteste contro la nuova legge cinese sulla sicurezza

Hong Kong dà il via a nuove proteste, dopo l’annuncio di Pechino di volere procedere con la nuova legge sulla sicurezza nazionale nell’ex colonia britannica.

La polizia ha fatto ricorso ai gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti pro-democrazia che si sono riuniti oggi per protestare contro la legge sulla sicurezza nazionale in attesa di approvazione da parte dell’Assemblea Nazionale del Popolo, il parlamento cinese, e contro un’altra legge sull'inno nazionale.

Alcune centinaia di persone si sono riunite in due punti dell’isola di Hong Kong, Causeway Bay e Wan Chai. Un primo round di lacrimogeni è stato lanciato dagli agenti contro i manifestanti che stavano marciando verso Wan Chai, lungo la Hennessy Road, che collega i due punti di partenza delle manifestazioni di oggi, secondo le immagini diffuse dai media locali.

I manifestanti, almeno centinaia secondo le immagini diffuse dai media di Hong Kong, hanno intonato lo slogan «nessun rivoltoso, solo tirannia», facendo riferimento a una delle richieste delle proteste dei mesi scorsi, quella di non essere qualificati come «rivoltosi» per non incorrere nel rischio di carcere fino a 10 anni. Sul posto si trova anche la polizia di Hong Kong, che ha chiesto ai manifestanti di disperdersi e ha prelevato il vice presidente del Peoplès Power Party, l’attivista Tam Tak-chi.

Un altro gruppo di persone si è radunato a Wan Chai, sempre sull'isola di Hong Kong, altro punto di partenza della marcia di oggi, dove si trovano agenti in tenuta anti-sommossa.

(AGI)

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