Giovedì, 04 Giugno 2020
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Coronavirus, il premier inglese Boris Johnson uscito dalla terapia intensiva

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Boris Johnson

Il premier britannico, Boris Johnson, è uscito dalla terapia intensiva dove era ricoverato da lunedì sera. «E' di ottimo umore», ha fatto sapere Downing Street, precisando che il premier è stato riportato in reparto, dove verrà attentamente monitorato. Il Regno Unito tira dunque un sospiro di sollievo per il 55enne leader conservatore, ma trascorrerà Pasqua a casa e ancora non vede la fine delle misure di confinamento, che scadono il prossimo lunedì. «Devono essere mantenute fino a quando non avremo prove chiare che abbiamo superato il picco», ha avvertito il ministro degli Esteri, Dominic Raab, che ha temporaneamente assunto le redini del governo.

Ma oggi la buona notizia è che il premier, se ancora non può tornare a Downing Street, almeno è stato trasferito in reparto. Johnson non è mai stato attaccato al ventilatore e non ha avuto la polmonite, ma il ricovero al St. Thomas' Hospital di Londra si era reso necessario perchè dopo 10 giorni dal contagio, aveva ancora sintomi persistenti del Covid-19, come la febbre alta. Il trasferimento in terapia intensiva aveva fatto temere il peggio, ma lentamente le sue condizioni sono migliorate e già ieri Downing Street aveva fatto sapere che riusciva a stare seduto nel letto e a interagire positivamente con il personale sanitario. Gli sono state sempre date le 'red Boxes', le scatole con i documenti governativi, e stamane l’ex ministro della Difesa, Tobias Ellwood, ha aggiunto che Bojo era «mentalmente in grado di prendere decisioni» e restava «accessibile» alla sua squadra di governo.
Un primo passo verso il ritorno sulla scena politica mentre il Paese affronta una durissima battaglia per rallentare la diffusione del coronavirus che finora ha fatto nel Paese 7.978 morti, di cui 881 solo oggi. Una lotta che Johnson non era preparato a combattere: dopo essere riuscito a portare a casa l’obiettivo dell’uscita del Regno Unito dall’Ue a fine gennaio, il capo di Downing Street puntava tutto sul 2020 per gettare le basi - in primis economiche - del ritorno della Gran Bretagna sulla scena mondiale. Con una nuova compagna al suo fianco, Carrie Symonds, 32enne bionda e agguerrita, ex capo della comunicazione dei conservatori, e un figlio in arrivo, BoJo si è trovato di fronte il flagello Covid-19. Fedele al suo credo libertario, è stato sempre riluttante a imporre regole stringenti ai suoi concittadini, anche quando le pressioni perchè chiudesse progressivamente la vita sociale del Paese si sono fatte via via più impellenti.

Il 28 febbraio, alla notizia della morte di un passeggero britannico a bordo della nave da crociera Diamond Princess, si era limitato a dire che «la cosa migliore che la gente può fare per impedire la diffusione del coronavirus è lavarsi le mani»

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