Martedì, 21 Gennaio 2020
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IL RACCONTO

Australia, uccisa da crisi asmatica. I genitori: "Colpa degli incendi"

Sono stati i fumi di incendi vicini a provocare l’attacco d’asma notturno che ha ucciso la figlia. Ne sono convinti i genitori della 19enne Courtney Partridge-McLennan, deceduta lo scorso 28 novembre nella sua abitazione di Glenn Innes, nel Nuovo Galles del Sud, lo Stato australiano maggiormente colpito dai devastanti incendi in corso da più di tre mesi. Due settimane prima, proprio a Glenn Innes, estesi incendi avevano causato due vittime.

L’adolescente si è sentita male di notte ed è stata trovata morta dai genitori in camera sua la mattina seguente, con la torcia del cellulare accesa e l’inalatore di ventolina nel letto.

Lo ha raccontato la sorella della giovane vittima alla Bbc, precisando che da piccola i medici le avevano diagnosticato una forma d’asma «non severa, tendente al peggioramento in caso di polvere e inquinamento atmosferico».

Nei giorni precedenti la sua morte la ragazza era, però, in buona salute e prima di andare al letto, quella sera, non lamentava sintomi particolari. Dopo i risultati preliminari dell’autopsia «non è confermata» la causa del decesso, ma ai genitori è stato riferito di una iperestensione dei polmoni, che indica un attacco di asma.

Nelle ultime settimane, a causa dei mega incendi, città come Sydney, Melbourne, Canberra e Adelaide sono state avvolte da una fitta coltre di fumo che ha causato alti livelli di inquinamento atmosferico. A causa della pessima qualità dell’aria in alcuni giorni i residenti sono stati costretti a rimanere chiusi in casa o a spostarsi indossando mascherine. Ancora più a rischio persone, come Courtney, affette da asma o altre patologie respiratorie, a maggior ragione se residenti in zone rurali vicini ai boschi andati in fumo.

Le autorità australiane hanno diramato diverse allerte per la salute pubblica, invitando i cittadini affetti da asma - uno su nove - a portare sempre con sè i propri trattamenti. «L'asma va presa sul serio. Può diventare un’esperienza davvero spaventosa: quando i sintomi peggiorano molto velocemente una crisi grave può essere fatale» ha riferito Michele Goldman, del gruppo di pressione Asthma Australia. AGI

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