Giovedì, 14 Novembre 2019
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ESERCITO

Attentato in Iraq, chi sono i 5 militari italiani feriti

I cinque militari italiani feriti nell'attentato di oggi in Iraq sono Marco Pisani, Paolo Piseddu, Andrea Quarto, Emanuele Valenza, Michele Tedesco.

I nomi sono stati riportati dall'Adnkronos. I soldati appartengono alle Forze speciali. Due dei feriti sono effettivi al nono reggimento Col Moschin dell'Esercito e tre appartengono al Gruppo operativo incursori Comsubin della Marina militare. I militari sono rimasti feriti dopo essere stati investiti dall'esplosione di un ordigno artigianale mentre si dirigevano a piedi verso i loro mezzi.

I cinque sono stati immediatamente soccorsi con elicotteri Usa della coalizione anti-Isis e trasferiti nell’ospedale militare di Baghdad e appena possibile verranno trasferiti in Italia. Come riferito lo Stato Maggiore della Difesa, tre dei cinque militari sono in condizioni gravi ma non sarebbero in pericolo di vita.

In particolare, secondo quanto è stato possibile apprendere, uno avrebbe perso alcune dita di un piede, un altro avrebbe subito la parziale amputazione delle gambe e il terzo un’emorragia interna. I militari appartengono ad una pattuglia interforze impegnata nella missione di addestramento delle forze curde e irachene "Prima Parthica".

L’attentato contro i militari italiani- che capita a due giorni dal sedicesimo anniversario della strage di Nassiriya, in cui morirono 19 italiani - è avvenuto intorno alle 11 locali, nella zona di Suleymania, nel Kurdistan iracheno. Ad essere coinvolto è stato un team di commandos della Task force 44 - un gruppo di Forze speciali analogo a quello attivo da molti anni in Afghanistan, la Task force 45 - era impegnato in un’attività a supporto della Special Tactic Unit dei Peshmerga, i combattenti curdi da sempre in prima linea contro l’Isis.

Il convoglio era composto anche da mezzi blindati, ma l'esplosione avrebbe interessato una pattuglia di militari che stava procedendo a piedi.

Sia l'ambasciatore italiano a Baghdad Bruno Antonio Pasquino, sia il ministro della Difesa Lorenzo Guerini confermano che, pur essendo le loro condizioni serie, nessuno è in pericolo di vita. Lo stesso Guerini, subito messo al corrente dell’attentato dal capo di Stato maggiore della Difesa, il generale Enzo Vecciarelli, ha immediatamente informato il premier e il capo dello Stato: sia il presidente Mattarella che Conte hanno manifestato solidarietà e vicinanza ai militari feriti, alle loro famiglie e alle forze armate, al pari degli altri vertici istituzionali e di tutte le forze politiche, unite in un sostegno bipartisan.

Quello che è accaduto stamani conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che nonostante l’indebolimento dell’Isis, l’Iraq resta un Paese ancora lontanissimo dalla pacificazione: i miliziani dello Stato islamico, pur non combattendo più a viso aperto, continuano a condurre attentati e attacchi con tecniche militari.

Nella zona di Kirkuk, non lontano da dove è avvenuto l'attentato, solo nella prima metà del mese di ottobre sono stati segnalati oltre 30 attacchi da parte di cellule dell’Isis rivolti contro le forze di sicurezza irachene. Che sono quelle che i militari italiani stanno addestrando.

Lo fanno nelle basi, con gli istruttori del contingente schierato ad Erbil - più a nord di Kirkuk, una zona relativamente più tranquilla - e lo fanno anche, sul campo, con le forze speciali di base a Suleymania. Un’attività di «mentoring and training» che prevede anche di accompagnare gli uomini che si addestrano nelle attività operative di tutti i giorni e sul terreno

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