Mercoledì, 26 Febbraio 2020
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IL GIALLO

Lo chef Zamperoni morto a New York, arrestata una prostituta

omicidio, Andrea Zamperoni, Sicilia, Mondo
Una foto presa da Instagram di Andrea Zamperoni

Drogato in modo letale da una prostituta, probabilmente con ecstasy liquida, e lasciato avvolto in un lenzuolo per tre giorni: è morto così, nella stanza di uno squallido ostello del Queens, Andrea Zamperoni, 33 anni, capo chef di Cipriani Dolci a New York, il ristorante della Grand Central.

La polizia di New York ha risolto un giallo durato oltre una settimana, dalla scomparsa del giovane il 17 agosto al ritrovamento del suo cadavere mercoledì scorso, senza apparenti segni di violenza, sino all’arresto di oggi. A finire in manette è stata Angelina Barini, 41 anni, nota come prostituta ed ora accusata di aver fornito overdose mortali a tre uomini, tra cui lo stesso Zamperoni, durante i loro appuntamenti in hotel di infima categoria a New York.

Overdose di droga e/o narcotici, compreso il potente oppioide fentanyl. Nel giro di una settimana, due di loro sono morti ma la donna e il suo protettore avrebbero continuato a drogare i loro clienti e anche a derubarli una volta che non erano più in grado di reagire, secondo gli atti d’accusa. La prima morte risale al 4 luglio all’hotel Astoria, nel Queens, dove la donna è stata catturata dalla videocamera mentre lasciava la stanza dopo il crimine.

La vittima è morta di un cocktail letale di alcolici, metanfetamina, cocaina e fentanyl. Il secondo decesso è dell’11 luglio, quando un uomo è stato trovato morto per una overdose di fentanyl in un altro hotel del Queens, dove Barini è stata filmata nuovamente dalle videocamere.

La terza vittima è Zamperoni, trovato morto al primo piano del Kamway Lodge, un ostello nel Queens a pochi isolati da casa sua, mal frequentato e conosciuto dalla polizia per i suoi giri di droga e prostituzione. In questo caso la donna era nella camera con il cadavere quando la polizia ha bussato di notte da lei il 21 agosto, alla ricerca dello chef scomparso da alcuni giorni. La denuncia era stata fatta dopo che Zamperoni non aveva fatto la consueta telefonata settimanale alla madre in Italia e non si era presentato al lavoro, dove era sempre puntuale.

«Quando sono entrati, gli agenti hanno sentito un forte odore compatibile con quello di un corpo morto e di incenso bruciato», ha scritto uno degli investigatori nel rapporto. «In un angolo della stanza gli agenti hanno notato quella che sembrava una pattumiera piena di lenzuola e un piede nudo che fuoriusciva», si legge negli atti d’accusa, che identificano l’uomo con una sigla ma i cui dettagli combaciano con quelli dello chef.

La donna, che era seminuda, era stata portata in caserma la notte stessa. Nell’interrogatorio ha sostenuto di non essere lei la responsabile e ha chiamato in causa il suo protettore. A rendere tutto più raccapricciante è il fatto che, secondo i primi accertamenti, Zamperoni sarebbe morto domenica 18 agosto, il giorno dopo la sua scomparsa: il suo corpo sarebbe quindi rimasto lì per tre giorni.

Gli esami tossicologici non sono ancora stati depositati e quindi la causa della morte non è ufficiale ma a uccidere lo chef sarebbe stata una overdose di ecstasy liquida.

(ANSA)

© Riproduzione riservata

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