Giovedì, 05 Dicembre 2019
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LE PRESIDENZIALI

Usa, Trump: "Vincerò di nuovo e meglio anche le elezioni 2020"

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Donald Trump

«Vincerò le elezioni anche nel 2020 e con un margine più ampio di quello del 2016»: lo ha promesso Donald Trump intervenendo al Cpac, il più grande raduno dei conservatori americani alle porte di Washington Dc, che tra gli stranieri vede anche la presenza della presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e del britannico Nigel Farage, il paladino della Brexit ed ex leader del partito eurofobo e xenofobo Upik. Per Trump, accolto come una star, tra ovazioni e cori 'Usa, Usa', è stata un’occasione per archiviare forse la settimana più nera della sua presidenza, dopo il fiasco del summit per la denuclearizzazione della Corea del nord e la compromettente testimonianza del suo ex avvocato personale Michael Cohen al Congresso.

Il tycoon ne ha approfittato per vantare i suoi risultati "senza precedenti" davanti alla sua base osannante e suggellare la campagna dei conservatori contro il 'socialismo all’americana', proprio mentre il senatore 'socialista' Bernie Sanders teneva a Brooklin, dove è nato e cresciuto, il suo primo affollatissimo comizio dopo la nuova candidatura alla Casa Bianca.

Visto in tv, è sembrato già un duello a distanza. «Vincerò le primarie democratiche e sconfiggerò Donald Trump, il presidente più pericoloso della storia moderna americana», ha arringato Sanders. «I principi del nostro governo saranno ispirati alla giustizia, non al razzismo e all’intolleranza», ha proseguito, ribadendo il suo impegno per «la giustizia economica, sociale, razziale e ambientale».

Ma il presidente ha attaccato i dem e i loro numerosi candidati presidenziali radicali, deridendo in particolare il loro Green New Deal: «nessun aereo, nessuna energia, quando il vento smette di soffiare è la fine della vostra energia elettrica...oggi il vento soffia?», ha canzonato, prima di mettere nel mirino il Russiagate e la raffica di indagini parlamentari sulle sue finanze.

Il tycoon ha così risposto ai conservatori americani, che a venti mesi dalle presidenziali stanno già serrando i ranghi dietro a Trump agitando lo spettro del socialismo, come ha già fatto il tycoon evocando scenari venezuelani con la vittoria dell’opposizione. Nel mirino ci sono i programmi abbracciati da molti candidati o deputati dem, da Sanders alla giovane Alexandria Ocasio-Cortez, sino ai senatori Elizabeth Warren, Kamala Harris, Kirsten Gillibrand, Cory Booker, tutti mostrati in un video del Cpac.

La parola 'socialismo' appare su uno schermo, accompagnata da una musica angosciante e da immagini di violenza. La voce fuori campo ricorda che il Green New Deal per combattere il cambiamento climatico, la gratuità dell’ università e della sanità sembrano essere il terreno comune delle primarie democratiche. Anche il vice presidente Mike Pence, nel suo intervento di ieri, aveva ammonito che «sotto la copertura dell’assicurazione medica per tutti e di un 'Green New Deal', i democratici adottano le stesse teorie economiche che hanno impoverito le nazioni e soffocato la libertà di milioni di persone nel secolo scorso. Questo sistema è il socialismo». «Fate assomigliare i democratici a dei socialisti molto a sinistra e vincerete», ha osservato oggi Farage.

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