Giovedì, 21 Novembre 2019
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NEW YORK TIMES

Trump nel mirino dell'Fbi: "Indagò se lavorasse per la Russia", la replica: "Inchiesta da capi corrotti"

Il comportamento di Donald Trump nei giorni successivi al licenziamento di James Comey ha allarmato l’Fbi tanto da spingere l’agenzia ad aprire un’indagine per accertare se il presidente lavorasse segretamente o meno con la Russia contro gli interessi americani.

Un’indagine - riporta il New York Times - 'esplosiva' con gli investigatori del controspionaggio impegnati a valutare se le azioni del presidente rappresentassero una minaccia alla sicurezza nazionale e determinare se Trump lavorasse consapevolmente con la Russia o fosse finito involontariamente sotto l’influenza di Mosca.

L’indagine aperta dell’Fbi aveva anche un aspetto penale, ovvero la possibilità che il licenziamento di Comey rappresentasse ostruzione di giustizia. Gli agenti dell’Fbi - aggiunge il New York Times - sospettavano dei legami di Trump con la Russia già durante la campagna del 2016 ma non hanno aperto un’indagine nei suoi confronti perchè incerti su come proseguirla e portarla avanti.

«Ma le attività del presidente prima e dopo il licenziamento di Comey nel 2017, soprattutto in due occasioni in cui Trump ha legato l’uscita di Comey alle indagini sulla Russia, hanno aiutato a far scattare gli aspetti di controspionaggio dell’inchiesta» mette in evidenza il New York Times, precisando che il procuratore speciale Robert Mueller ha assunto la guida delle indagini su Trump quando è stato nominato, pochi giorni dopo l’apertura dell’inchiesta dell’Fbi. L’indagine dell’Fbi è ora una delle parti della più ampia inchiesta di Mueller sulle interferenze russe sulle elezioni. A innescare l’indagine dell’Fbi è stata la possibilità che Trump abbia licenziato Comey per impedire o addirittura mettere fine alle indagini sulla Russia, il che rappresenta un possibile reato e una preoccupazione per la sicurezza nazionale.

Il legale del presidente, Rudolph Giuliani, cerca di smorzare l’importanza dell’indagine: «Il fatto che sia datata un anno e mezzo fa e che nulla sia emerso da far parlare di violazione della sicurezza nazionale vuol dire che non hanno rinvenuto nulla».

«Wow, ho appena appreso dal 'fallimentare New York Times' che gli ex capi corrotti dell’Fbi, quasi tutti licenziati o costretti a lasciare l’agenzia per alcune davvero pessime ragioni, avevano aperto una indagine su di me, senza motivo e senza prove, dopo il licenziamento del 'bugiardo' James Comey, un viscidume totale!». Così Donald Trump
su Twitter dopo le rivelazioni del New York Times.

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