Giovedì, 21 Novembre 2019
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Migranti, Conte: "Se non li faremo sbarcare li prenderò con l’aereo"

Appare più vicina la soluzione nell'impasse delle due navi Sea Eye e Sea Watch con 49 migranti a bordo, mentre proseguono intensi i contatti tra Bruxelles e le capitali. Per sbloccare la situazione Parigi e Berlino hanno aumentato l'impegno, pronte a ricevere 50 persone ognuna.

I posti offerti non bastano però a soddisfare la richiesta di Malta di trasferire anche i 249 arrivati a dicembre, per questo la Commissione Ue ipotizza di trasferire solo chi ha possibilità di ottenere asilo. La Germania è pronta a ricevere 50 migranti arrivati con le navi, lo ha detto oggi il ministro dell'Interni tedesco Horst Seehofer. "Trovo che questa sia una sana valutazione tra la gestione della migrazione e l'atto umanitario", ha detto il ministro. Un portavoce del ministro ha detto che in tutto sono 298 attualmente i migranti da redistribuire, 249 dei quali si trovano già a Malta e gli altri sulle due navi delle ong.

"L'Italia - ha detto il premier Conte - ha assunto una posizione di rigore, forte, una svolta rispetto al passato. Ma è stata chiara e strutturata: nella gestione dei flussi occorre approccio strutturato. La delusione è forte, verso l'Europa. Tutti hanno una verità, la nostra verità è che contrastiamo i trafficanti".

"Questo è un caso eccezionale, con donne e bambini da oltre due settimane in mare: io non volendo tradire la linea di coerenza del governo, penso che il sistema Italia possa sopportare poche donne e pochi bambini. Ed è contrario a qualsiasi principio separare padri e figli. Salvini esprime una linea condivisa dal governo ma se marchiamo nel segno dell'eccezionalità un intervento di questo tipo, la linea del governo non può essere tacciata di incoerenza". "L'importante è farli sbarcare a Malta, stiamo sollecitando Malta perchè li faccia sbarcare: c'è un limite a ogni politica di rigore". 

Insomma aggiunge il premier per essere più chiaro, «se non li faremo sbarcare li prenderò con l’aereo". "Il rischio è che sul decreto sicurezza, che è entrato in vigore da poco, possa esserci qualche pregiudiziale ideologica, ma io arriverò al tavolo con l'Anci senza pregiudiziali. E con Salvini, che è persona ragionevole, ci confronteremo. Ma al momento non si segnalano problemi".

Ma il leader della Lega insite: "Non cambio e non cambierò mai idea: un cedimento significherebbe riaprire le porte al traffico di esseri umani. Chi vuole salvare vite deve bloccare gli scafisti e le ong che con la loro presenza aiutano lo sporco lavoro degli scafisti - dice Salvini -. Nessuno arriverà mai con il consenso mio e della Lega. E se qualcuno, anche all’interno del governo, accetterà di cedere alle imposizioni di scafisti, trafficanti e Ong, non farà un buon servizio a quelle persone»

"Oggi è più che mai un dovere, senza farne un questione ideologica e nè tanto meno partitica, che tutti gli uomini che custodiscono ancora un cuore umano, abbiano il coraggio di dire una parola. Noi vescovi la diciamo anche in nome del Vangelo. Poi che la parola venga da Palermo o da Torino, che venga da questo sindaco (Leoluca Orlando, ndr.) o dall’altro, questo non ha assolutamente importanza, purchè si abbia la libertà di potere esprimere ancora una parola umana, oggi più che mai". Così all'Itapress sul tema dei migranti, l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico interdiocesano siculo, presso la Facoltà Teologica di Sicilia.

Sull'Europa e i migranti a bordo delle navi Sea Eye e Sea Watch, aggiunge: "A me fa impressione che l’Europa abbia, in questo caso, paura di 49 persone, l’Europa che comunque detiene ancora buona parte del potere in questa nostra casa comune che è il mondo. Non voglio invocare le sue radici cristiane - sottolinea Lorefice - ma così quest’Europa sta dimenticando le sue radici identitarie: un’Europa che si è costruita proprio nella contaminazione delle culture e della diversità. Un’Europa divenuta culla di civiltà, grazie all’incontro e l’incontro non è mai scontato. E’ un’Europa che deve riappropriarsi delle sue radici e che deve fare un esame di coscienza". "Non dimentichiamo - prosegue l’arcivescovo - che buona parte di queste persone proviene da territori ancora di conquista: siamo noi che determiniamo la povertà e la guerra. Sono le multinazionali dell’Occidente che ancora schiavizzano la gente, fomentando magari questioni tribali o altro". Sui migranti bloccati nelle navi delle Ong, senza che sia a loro permesso l’attracco, commenta: "Penso, soprattutto, a questi nostri fratelli. Alcuni di questi sono anche battezzati, non lo dimentichiamo, ma sono tutti uomini, che sono sbattuti dalle onde da settimane e che ancora non riescono a trovare un approdo. E noi dimentichiamo qual è la loro provenienza, una provenienza di schiavitù e povertà. Penso a che cosa significhi partire dalle coste dell’Africa dopo un percorso disumano e disumanizzante di violenza e difficoltà".

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