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LA STORIA

India, partorisce una bambina di 10 anni violentata dallo zio

NEW DELHI. Una bambina indiana di 10 anni vittima di violenze sessuali da parte di uno zio, ed a cui la Corte Suprema aveva negato l'autorizzazione ad abortire perché il feto era troppo sviluppato, ha dato alla luce oggi a Chandigarh (India settentrionale) una neonata che per precauzione è stata posta nel reparto di rianimazione neonatale dell'ospedale.

Al riguardo Dasari Harish, capo dell'equipe medica costituita per seguire il caso, ha confermato che la neonata, di 2,2 chilogrammi, "è leggermente sotto peso, e speriamo che si riprenda presto". Per quanto riguarda la madre, ha infine detto, "ha avuto un parto che sapevamo a rischio, ed è ora in condizioni stabili in una stanza appositamente preparata".

L'equipe medica indiana ha anche precisato che la nascita, prematura, è stata ottenuta attraverso un parto cesareo che si è svolto "senza problemi" nonostante i rischi che comportava la giovanissima età della gestante. Il team di medici che ha seguito il parto era formato da tre ginecologi, un anestesista, un neonatologo ed un pediatra, intervenuti a spese dell'amministrazione di Chandigarh.

Fino all'ultimo, riferisce l'agenzia di stampa Pti, la bambina è stata all'oscuro del suo stato di gravidanza, ed i genitori le avevano detto che doveva essere operata "perché aveva una pietra nello stomaco". La gravidanza stessa era stata scoperta dalla famiglia soltanto alcune settimane fa quando era stata sottoposta ad una visita ginecologica.

In quella occasione la bambina aveva rivelato che negli ultimi sette mesi uno zio l'aveva ripetutamente violentata. Il 28 luglio scorso la Corte Suprema aveva negato l'autorizzazione all'aborto per lo sviluppo troppo avanzato del feto, giunto alla 33/a settimana, ordinando alle autorità indiane di fornire ogni possibile assistenza per il parto. In India l'interruzione della gravidanza è possibile in casi particolari, ma non oltre la ventesima settimana.

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