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Trump: "Niente fondi per il muro in Messico, ma ci sarà un taglio epocale delle tasse"

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Donald Trump

NEW YORK. Giunto ai suoi primi cento giorni alla Casa Bianca Donald Trump rinuncia alla realizzazione immediata del muro col Messico per mancanza di fondi, ma annuncia "il più grande taglio delle tasse nella storia degli Stati Uniti".

E Wall Street prima vola, trascinando tutte le principali piazze europee, poi ripiega nel finale di seduta facendo emergere una certa cautela degli operatori per la mancanza di molti dettagli, soprattutto sul fronte delle coperture. Con tutti i principali indici che restano comunque a livelli record.

Il piano prevede un maxi-regalo alle imprese che si spera favorisca una crescita tumultuosa dell'economia e dei posti di lavoro. Ma contiene anche una forte riduzione delle imposte sulle persone fisiche, compresa l'abolizione della tassa sulla successione e dell'aliquota minima sui più ricchi.

La Casa Bianca non dà però indicazioni precise su come saranno compensati i tagli, alimentando il timore di molti che la spregiudicata riforma possa peggiorare lo stato dei conti pubblici.

"La riforma sarà pagata dalla crescita economica", assicura il segretario al tesoro Steven Mnuchin. Ma i mercati sembrano crederci a metà. Per gli analisti, comunque, solo l'impatto della misura cardine della riforma - la riduzione al 15% dal 35% dell'aliquota sulle imprese - se dovesse diventare realtà non potrà che dare nuova linfa al rally di Wall Street che, dopo l'euforia seguita all'elezione di Trump, sembrava scemare.

Nel dettaglio, il taglio dell'aliquota al 15% varrà per tutte le società quotate in Borsa, grandi e piccole, comprese banche e fondi di investimento. Ma varrà anche per tutte le altre imprese, comprese quelle considerate a gestione familiare come l'impero immobiliare creato e gestito dalla famiglia Trump.

Agevolazioni anche per le imprese che decidono di rimpatriare i guadagni fatti all'estero: le ipotesi vanno dall'abolizione della tassazione ad un calo dell'aliquota dal 35 al 10%. Sul fronte delle persone fisiche il piano Trump prevede una riduzione da sette a tre (10%, 25%, 35%) degli scaglioni di reddito e un raddoppio delle deduzioni fiscali. Zero tasse poi sui primi 24 mila dollari guadagnati da una coppia.

E se la 'rivoluzione fiscale' era ampiamente annunciata, la vera 'chicca' con cui Trump vorrebbe coronare il traguardo dei primi cento giorni è un'altra: l'annuncio dell'uscita degli Usa dal Nafta, la zona di libero scambio con Canada e Messico. I suoi uomini sono alle prese con un decreto che potrebbe vedere la luce nei prossimi due giorni. Un provvedimento che, più che ad un ritiro vero e proprio dall'accordo, punterebbe a forzare i tempi e i termini di una sua rinegoziazione.

Intanto a mandare su tutte le furie il presidente americano la decisione di un giudice di San Francisco che ha bloccato temporaneamente il suo decreto per tagliare i fondi alle cosiddette 'città santuario', quelle che assicurano protezione a immigrati illegali e rifugiati: "Un vergognoso colpo alla legge" che, assicura, non fermerà la stretta sull'immigrazione.

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