Martedì, 27 Ottobre 2020
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GRAN BRETAGNA

Brexit, urne chiuse per il referendum
Le borse scommettono su "Remain"

ROMA.

I mercati non temono la Brexit e scommettono sul 'remain'. Nel giorno in cui la Gran Bretagna decide se il suo futuro sarà dentro o fuori l'Unione europea, le Borse del Vecchio Continente brindano con oltre 190 miliardi di guadagni e i mercati valutari mostrano ottimismo, con la sterlina ai massimi da inizio anno.

E se le banche centrali assicurano di essere pronte ad intervenire, trader e brocker si attrezzano con 'war room' e turni rafforzati in attesa del risultato. Mentre Standard & Poor's minaccia di togliere la tripla A alla Gran Bretagna se dovesse uscire dall'Ue. Nella giornata in cui i cittadini inglesi si sono recati alle urne, le Borse europee non hanno mostrato incertezze: dopo un avvio cauto, i listini hanno iniziato a correre fino a chiudere in deciso rialzo, con l'indice Stoxx 600 che ha messo a segno un +2%, pari a 192 miliardi di euro di capitalizzazione 'guadagnati' in una seduta.

Milano ha registrato il rialzo maggiore (+3,7%), seguita da Madrid, Parigi e Francoforte (intorno al 2%), più 'cauta' Londra (+1,2%). Nessun timore per la Brexit nemmeno per le Borse asiatiche e Wall Street. Sui mercati valutari la sterlina si è rafforzata sul dollaro segnando il maggior rialzo dell'anno a 1,4947, e l'euro è salito fino a 1,14 sul biglietto verde. Lo spread Btp/Bund è calato fino a 130 punti base (dai 137 del giorno precedente). Sul fronte delle materie prime il petrolio è salito oltre i 49 dollari al barile, mentre l'oro è calato lievemente a quota 1.266 dollari, una quiete che però per gli analisti potrebbe trasformarsi in tempesta nel caso di Brexit.

In attesa dell'esito del voto, le Banche centrali sono pronte ad agire, come assicurato nei giorni scorsi dai numeri uno di Bce e Fed. "Siamo pronti a tutte le urgenze", ha detto martedì a Bruxelles Mario Draghi; mentre la numero uno della Fed Janet Yellen ha escluso riunioni d'emergenza per rispondere all'esito del voto. Il rischio è la liquidità di mercato, evidenzia il Wall Street Journal, sottolineando che nel caso di una Brexit le banche centrali sono pronte a dispiegare liquidità per far fronte a un'eventuale carenza, ma le loro mosse saranno osservate da vicino anche se dovesse vincere il partito per restare nell'Ue.

Le indiscrezioni, tuttavia, confermano il piano di coordinamento fra banche centrali (alcuni rumors parlano di un appuntamento telefonico tra i governatori dopo alla luce dell'esito del voto) nel tentativo di evitare violente tempeste finanziarie: nello specifico, linee di swap per garantire al mercato tutta la liquidità necessaria. Intanto alla City di Londra le grandi banche d'affari, oltre a chiedere a manager e trader di restare no-stop nei loro uffici, si sono organizzate anche a livello pratico per affrontare al meglio la lunga notte di attesa dei risultati.

JpMorgan ha prenotato delle stanze in hotel per il proprio staff a Canary Wharf, mentre Citigroup ha organizzato dei taxi per permettere a chi si occupa di vendite e trading domani mattina di arrivare in ufficio prima delle 4. Le società di brokeraggio online e piattaforme di scambio di servizi retail si sono attrezzate con personale aggiuntivo per la notte.

URNE CHIUSE. Alle 8 italiane ci sarà la l'annuncio ufficiale sull'esito del voto. Affidarsi ai sondaggi potrebbe essere rischioso, perché nelle ultime settimane le rilevazioni sono state 'ballerine'. Si è passati da una netta prevalenza del 'remain' a fine maggio, fino al sorpasso del 'leave', per arrivare al testa-testa finale.

Sui sondaggi, del resto, la storia insegna che c'è poco da fidarsi. Solo per restare in Gran Bretagna, alle ultime elezioni politiche tutti gli istituti di ricerca assicuravano un testa a testa tra il conservatore Cameron ed il laburista Miliband, ma le urne certificarono il trionfo del premier uscente. Anche il referendum sull'indipendenza della Scozia, nel 2014, premiò il fronte del no, a dispetto di alcuni sondaggi che puntavano sull'uscita dal Regno Unito. Sul voto scozzese avevano visto giusto i bookmakers, che riguardo al referendum sulla Brexit puntano su un largo successo dei pro-Ue. Un altro segnale, poi, potrebbe arrivare dalle borse asiatiche. Oggi l'Europa ha chiuso con il segno più. I mercati, nell'ultima settimana, sono volati alto scommettendo sul 'remain', perché l'assassinio della deputata laburista Jo Cox è stato percepito come una possibile svolta per mettere all'angolo gli euroscettici.

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