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PRIMARIE 2016

Usa, Sanders vince Maine e tiene testa a Hillary in tv

Bernie Sanders ha ancora voce per sfidare Hillary Clinton. E lo fa con convinzione durante il primo confronto tra i due dopo il Super Tuesday e il Super Saturday che hanno conferito un notevole vantaggio di voti (tradotti anche in delegati) per la ex segretario di Stato

WASHINGTON. Bernie Sanders ha ancora voce per sfidare Hillary Clinton. E lo fa con convinzione durante il primo confronto tra i due dopo il Super Tuesday e il Super Saturday che hanno conferito un notevole vantaggio di voti (tradotti anche in delegati) per la ex segretario di Stato, ma cui il senatore liberal sembra fare poco caso quando, con un certo vigore, torna a ad elencare punto per punto ciò che lo differenzia dalla sua rivale. Allora Wall Street, il salvataggio delle banche, ma anche l'establishment e i discorsi super pagati.

I nodi vengono al pettine uno ad uno. Bernie e Hillary sono a Flint, in Michigan, la città dell'acqua killer emblema del malgoverno, del sistema che non rende giustizia agli americani. Una città impoverita dalla cattiva gestione e abbandonata, fino ad essere commissariata. Una città 'working class' e una città nera. Entrambi ci sono già stati, hanno incontrato i residenti provati dal disastro dell'acqua contaminata, ad oggi dai loro rubinetti sgorga veleno.

In Michigan si vota martedì per le primarie democratiche e i due candidati sono tornati a garantire che non accadrà più. Flint e il Michigan sono un altro test per gli aspiranti alla nomination democratica, perchè la partita non è ancora chiusa. Non 'matematicamentè almeno, e dopo i caucus del Super Saturday Sanders prende anche il Maine. È carburante per la sua campagna che va soprattutto a entusiasmo. Così che non vuole mollare lo conferma scandendo ancora una volta perchè lui è un altro tipo di candidato.

Allora appena ne ha l'occasione attacca: «Io sia dannato se la gente deve pagare per il salvataggio di Wall Street», irrompe con il suo cavallo di battaglia. È poi subito scontro quando il dibattito si sofferma sui temi della finanza e delle politiche per l'occupazione me sono perfino scintille sul salvataggio dell'industria dell'auto voluto da Obama: «Io ho votato per salvare l'industria dell'auto», ha detto Hillary Clinton, mentre Sanders «ha votato contro il denaro» che l'ha salvata.

Il senatore poi torna ad attaccare sui discorsi super pagati da banche e corporation di Wall Street: «Devono essere fantastici», dice invitando la rivale nuovamente a renderli pubblici, mentre si parla molto anche di anni '90, con Hillary che difende l'operato del marito allora presidente Bill Clinton e Sanders che ricorda di aver sostenuto molte delle proposte di Clinton; insistendo tuttavia che in quel periodo «si è deregolato Wall Street» e che gli accordi internazionali raggiunti, «come Nafta, hanno avuto un impatto deleterio». D'accordo, ma non proprio, Hillary e Bernie. Come per il fracking, la tecnica di estrazione cui Sanders dice un 'nò fermo, mentre Hillary pone condizioni.

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