Mercoledì, 25 Novembre 2020
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Francia: Front National primo partito, boom di preferenze per le due Le Pen

PARIGI. Oltre ogni previsione: Marine Le Pen  e il Front National non conquistano 3 regioni al primo turno  come pensavano gli osservatori, nè «quattro o cinque» come aveva  detto di sperare la stessa leader. I risultati di un primo turno  storico danno l'estrema destra largamente primo partito di  Francia con il 29,5% e in testa in sei regioni.

La presidente del FN, che si presentava nel Nord-Pas de  Calais, ha conquistato oltre il 41% dei suffragi, molto più del  doppio del candidato socialista, Pierre de Santignac (18%). E  Xavier Bertrand, alfiere della destra dei Republicains, si è  fermato al 25%. Al polo opposto, nel PACA (Provenza-Alpi-Costa  azzurra), la nipote Marion Marechal-Le Pen l'ha addirittura  superata, con gli exit poll che la danno al 41,2% e lei che  ringrazia gli elettori per «il 42% al primo turno».  «La Francia rialza la testa - ha proclamato la vincitrice,  esultando nella sua roccaforte di Henin-Beaumont - è un  risultato magnifico, che accogliamo con umiltà. Il Front  National è l'unico fronte veramente repubblicano, poichè l'unico  a difendere la nazione e la sua sovranità...vogliamo realizzare  l'unità nazionale di cui il Paese ha bisogno e che una  maggioranza di voi, stanca delle manovre politiche, auspica».

Il grande sconfitto di questa sera appare Nicolas Sarkozy,  che con i suoi Republicains non è riuscito a mobilitare gli  elettori ed è persino sceso di un punto su scala nazionale, dal  28 al 27%, rispetto alle amministrative della primavera scorsa.  Nonostante questo, nessun gesto è arrivato dall'ex presidente  nei confronti dell'apertura della gauche a fondersi in vista del  ballottaggio di domenica: «proporrò domani all'ufficio politico  di respingere ogni fusione e ogni desistenza delle liste.  Chiarezza e costanza sono le uniche scelte politiche all'altezza  dell'interesse del Paese». Un Paese «esasperato» dal continuo  «arretramento», soprattutto quello «degli ultimi quattro anni».

La sconfitta della destra è ancora più grave in quanto il  partito di Sarkozy si presentava alleato con il centro, deciso a  rovesciare la situazione delle precedenti regionali del 2010,  che vedevano 21 regioni su 22 in mano ai socialisti. Il Partito  socialista, su scala nazionale lievemente in risalita rispetto  alla scorsa primavera (è al 23%), si presentava da solo, senza i  Verdi che - usciti dal governo - hanno chiuso al 6,50%, una  quota che consentirebbe loro di formare alleanze al  ballottaggio.

Il Front National, con una crescita spettacolare rispetto  alle amministrative - dove su scala nazionale era al 25% -  conquista al primo turno sei regioni: Nord-Pas de  Calais-Picardia, PACA, Linguadoca-Roussillon-Midi Pyrenees,  Borgogna-Franche Comtè, Centre-Val de Loire e  Alsazia-Champagne-Ardenne-Lorena. In quest'ultima regione, lo  «stratega» del partito, Florian Philippot, è nettamente in testa  con il 39,6% dei voti, davanti a Philippe Richert (Republicains)  con il 22,6% e il socialista Jean-Pierre Masseret (16,1%).  Potrebbe essere la terza regione e il terzo leader del Front  National a conquistare il governo di una regione e a rendere  ancora più storico - fra una settimana - il risultato di questa  sera. Ai partiti tradizionali di governo, dopo l'annuncio di  Sarkozy, resta poco da fare: desistenze da parte del Partito  socialista per far confluire i voti sulla destra, appelli  all'unità nazionale anti-FN da parte dei Republicains. Ma  qualche movimento si nota proprio nell'alleanza di centrodestra,  dove l'UDI - i centristi - chiedono il ritiro della lista dove  la coalizione è arrivata al terzo posto.

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