Giovedì, 29 Ottobre 2020
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Raid russi colpiscono un mercato in Siria: è strage

Centrata folla in provincia Idlib. Opposizione: oltre 40 morti

IDLIB. Un mercato nel nord-ovest della Siria, in provincia di Idlib, affollato di prima mattina di famiglie in cerca dell'essenziale per continuare a vivere in piena guerra, è stato centrato in un attacco aereo dei russi, che per l'occasione avrebbero usato anche le famigerate «bombe a grappolo». Bilancio: decine di civili morti, fra cui anche diversi bambini, e decine di feriti. A denunciarlo l'Osservatorio siriano dei diritti umani (Ondus) e i Comitati di coordinamento locale (Lcc) - gli attivisti anti-Assad - che attribuiscono il massacro agli aerei di Mosca.

E se l'Ondus ufficialmente parla di «almeno 18 morti» nel bazar di Ariha la tv filo-opposizione Orient afferma che i morti accertati sono
44, una settantina di feriti: cifre confermate anche da Ariha Today, un bollettino di notizie su Facebook. Il direttore dell'Ondus, Rami Abdulrahman, parlando con al Jazeera indica addirittura la cifra di 60 morti. Il canale locale Ariha al-Youm afferma che nel bombardamento sono state usate «bombe a grappolo». Tre gli edifici distrutti.

Un video postato online, le cui circostanze sono difficili da verificare, mostra diversi feriti insanguinati che vengono curati sul pavimento di un corridoio d'ospedale. L'Lcc parla anche di un attacco contro l'ospedale di Idlib e l'Ondus di vari raid nel resto della provincia e della distruzione di un ufficio del Turkistan Islamic Party, un gruppo di mujaheddin provenienti prevalentemente dagli stati ex sovietici dell'Asia centrale, e un centro umanitario dell'organizzazione ultraconservatrice islamica Ahrar al-Sham nella cittadina di Saraqib.

Ma il pesante bilancio di sangue del mercato, se confermato, farebbero del raid su Ariha - roccaforte dell'alleanza di ribelli 'Esercito della Conquistà, controllata dai qaedisti del Fronte al-Nusra - la più grave strage di civili compiuta dai cacciabombardieri russi da quando, quasi due mesi fa, iniziò la campagna di raid di Mosca sulla Siria, il cui bilancio ufficioso - fornito dalle organizzazioni d'opposizione siriane - registra fra i 400 e i 500 civili morti.

Si tratta di contestazioni che Mosca, accusata dall'Occidente di colpire in primis i nemici dell'alleato Bashar al Assad, e quindi anche i ribelli che combattono l'Isis - respinge nel merito: solo tre giorni fa il Cremlino aveva definito «montature» i rapporti di alcune ong, tra cui Human Rights Watch, secondo cui i raid aerei russi in Siria potrebbero aver colpito infrastrutture civili mietendo vittime innocenti.

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