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LIBIA

Isis, duecento jihadisti di Boko Haram arrivano a Sirte: per le strade parata militare con bandiere nere

E dalla Siria arriva la notizia, non confermata da fonti indipendenti, dell'avanzata dell'Isis verso il cuore moderno della capitale Damasco

BEIRUT. L'organizzazione jihadista dello Stato islamico (Isis) rafforza la sua presenza sulla costa libica dopo l'annunciato arrivo a Sirte di circa 200 combattenti nigeriani di Boko Haram, loro alleati nella sanguinaria guerra fondamentalista. E nelle ultime ore, sempre a Sirte, il gruppo jihadista ha organizzato una parata militare alla stregua delle sfilate periodicamente organizzate da oltre un anno a Mosul e a Raqqa, le sue roccaforti rispettivamente in Iraq e Siria.

Dalla Siria arriva la notizia, non confermata da fonti indipendenti, dell'avanzata dell'Isis verso il cuore moderno della capitale Damasco, ancora controllata dalle forze governative e dai loro alleati Hezbollah libanesi e Pasdaran iraniani. Da ore sono in corso combattimenti nei quartieri meridionali confinanti con sobborghi in mano ai jihadisti. L'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), piattaforma vicina alle opposizioni e che dal 2007 monitora le violenze nel Paese, riferisce di combattimenti tra i quartieri di Asali e Qadam.

I jihadisti si sono infiltrati dal confinante sobborgo di Hajar al Aswad, dove da oltre un anno hanno stabilito la loro roccaforte nella periferia meridionale di Damasco. Dal sito archeologico di Palmira, nella Siria centrale in mano all'Isis, arrivano intanto notizie contrastanti sulla sorte del Tempio di Bel, risalente al 1/o secolo d.C. e che, secondo attivisti locali, è stato raso al suolo con 30 tonnellate di esplosivo dai jihadisti. Il direttore governativo siriano delle antichità, Mamoun Abdelkarim, citato dalla Bbc, ha oggi smentito che il tempio sia stato distrutto affermando che la base e il colonnato sono ancora in piedi. Una settimana fa i jihadisti avevano distrutto un altro tempio di Palmira, quello di Baal Shamin.

In Rete l'Isis ha invece continuato la sua opera di terrorismo mediatico pubblicando immagini e video della sua ultima macabra trovata: bruciare vivi i nemici fatti prigionieri. Nel filmato apparso sui profili Internet del gruppo jihadista si vedono quattro miliziani sciiti iracheni, membri dei gruppi paramilitari anti-Isis, appesi e incatenati ad altrettanti ganci e arsi vivi. I prigionieri indossano le ormai consuete tute arancioni, le stesse fatte indossare dall'Isis alle sue vittime in Siria, Iraq e Libia. E dalla Libia fonti locali concordano nell'affermare che 200 terroristi nigeriani di Boko Haram sono giunti a Sirte passando attraverso il Niger orientale.

In Nigeria i Boko Haram hanno compiuto dal 2009 decine di attentati e attacchi a villaggi compiendo atrocità di ogni genere, con almeno 15.000 morti e un milione e mezzo di sfollati. Dell'ultima strage si è saputo oggi: 56 civili massacrati in un remoto villaggio del nord-est dalla Nigeria. La dichiarata alleanza con lo Stato islamico risale all'inizio di quest'anno. Gli esperti affermano che per i jihadisti nigeriani è ormai facile arrivare in Libia, anche perché l'Isis è pronto a finanziare il passaggio di uomini e armi dall'Africa sub-sahariana al Nordafrica. Non è chiaro se i miliziani nigeriani abbiano partecipato alla parata organizzata dallo Stato islamico a Sirte. Secondo fonti locali, nel porto libico ieri si era svolta una riunione jihadista in una sala conferenze della città.

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