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AVEVA 21 ANNI

Ucciso in un raid l'hacker dell'Isis: riuscì ad accedere negli account del Comando degli Usa

In Gran Bretagna aveva fatto parte del gruppo hacker Team Poison, riuscendo ad accedere alla rubrica dell'ex primo ministro Tony Blair

ROMA.  Un attacco aereo degli Stati Uniti avrebbe ucciso Junaid Hussain, considerato il più importante hacker dell'Isis e principale cittadino britannico ad essersi unito allo Stato islamico dopo il boia 'Jihadi John'.

Lo riporta oggi il Guardian, citando fonti ufficiali. Secondo le fonti del quotidiano britannico, l'attacco avvenuto in Siria non sarebbe opera di un drone ma di un vero e proprio raid aereo nell'ambito di un'operazione militare.

Hussain, 21 anni, originario di Birmingham e entrato nell'Isis adottando il nome di battaglia Abu Hussain al-Britani, era stato una figura chiave del cosiddetto 'Cyber califfato' dei jihadisti: sarebbe stato lui a gennaio a ottenere le password degli account Twitter e YouTube del Comando centrale degli Usa, brevemente utilizzati per inviare messaggi pro-Isis.

In Gran Bretagna aveva fatto parte del gruppo hacker Team Poison, riuscendo ad accedere alla rubrica dell'ex primo ministro Tony Blair e pubblicandone le informazioni: reato che gli valse sei mesi di prigione nel 2012.

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