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LA RIPRESA

Dopo 5 settimane riapre la Borsa di Atene: Grecia verso la normalità

ATENE. Al termine di cinque settimane di inattività, riapre oggi la Borsa di Atene, dopo che venerdì scorso il ministro delle Finanze Euclid Tsakalotos ha firmato il relativo decreto ministeriale.

Si è trattato del più lungo periodo di chiusura del mercato azionario greco dagli Anni Settanta. Gli investitori greci saranno in grado di acquistare azioni, obbligazioni, derivati e warrant, ma solo se useranno denaro nuovo come fondi trasferiti all'estero, depositi in contanti, soldi guadagnati dalla vendita di azioni future o da saldi dei conti esistenti su investimenti detenuti da società di intermediazione elleniche.

Gli investitori stranieri, invece, saranno esclusi da qualsiasi restrizione a condizione che fossero già attivi nel mercato prima dell'imposizione del controlli sui capitali alla fine di giugno.

La riapertura rappresenta un nuovo ulteriore passo verso la normalizzazione in Grecia. Nella settimana scorsa il Governo ha già alzato il tetto dei prelievi in banca a 420 euro in tre giorni invece di una settimana. Nel frattempo la Troika ha ricominciato a lavorare ad Atene e, per ora, senza ostacoli. Dopo gli incontri tecnici dei primi giorni il dossier è arrivato sul tavolo dei rappresentanti di governo che si trovano di fronte il team dei negoziatori composto per la Commissione Europea da Declan Costello, per il Fmi da Delia Velculescu, per la Bce da Rasmus Rueffer, mentre come rappresentante dell'Esm c'è Nicola Giammaroli.

La discussione è sull'avvio dei negoziati sul nuovo Memorandum che dovranno essere completati entro metà agosto per poter ottenere la prima tranche di aiuti entro il 20 agosto, quando ci sarà da rimborsare 3,4 miliardi alla Bce. Tra le misure in discussione dopo l'avvio della riforma delle pensioni - che comprende l'addio a quelle baby e l'aumento dell'età pensionabile - figurano sempre la reintroduzione dei licenziamenti collettivi e l'abolizione della contrattazione collettiva.

Intanto sono in corso anche i colloqui tra i rappresentanti delle banche greche e quelli della Bce, per scongiurare l'ipotesi che, in caso di ristrutturazioni, si proceda con un ampio 'haircut' sui depositi sopra i 100mila euro, come avvenuto a Cipro a marzo 2013 e come prevedono le nuove norme europee sul fallimento 'ordinatò degli istituti. In questo quadro si cerca di disinnescare la mina Fmi dopo che l'istituto di Washington ha ribadito di non poter finanziare la Grecia senza un impegno alla ristrutturazione del debito da parte dei Paesi dell'area euro, e senza ulteriori riforme da parte di Atene.

Il Fondo non si unirà subito al salvataggio, ma aspetterà che i leader di Eurolandia si decidano a discutere di come 'alleggerire' il debito ellenico e che il Governo Tsipras faccia le prime riforme del nuovo Memorandum. Una posizione tuttavia attesa dai responsabili economici dell'Unione europea. Il leader Alexis Tsipras nel frattempo ha convocato per settembre un congresso straordinario di Syriza per fare chiarezza sulle strategie future per il partito e per il paese.

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