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Strage Bardo, i pm contraddicono Tunisi: "Quel giorno Touil era in Italia"

La Procura di Milano in base ai registri della scuola frequentata da Touil e alle testimonianze dei docenti aveva accertato proprio che sarebbe stato in Italia sia nel giorno della strage che in quelli precedenti e successivi

MILANO. Anche l'insegnante di italiano di Abdelmajid Touil, il marocchino arrestato due giorni fa per l'attentato al Museo del Bardo di Tunisi del 18 marzo scorso, conferma che il ragazzo "il 16 e il 19 marzo era in classe". A dirlo è Flavia Caimi, una docente dell'istituto R. Franceschi di Trezzano sul Naviglio, a Milano.

"Questo è il quaderno su cui mio fratello studiava italiano. C'è la pagina del 19 marzo. Come avrebbe fatto a rientrare dalla Tunisia?". A parlare all'ANSA è Abderazzak Touil, il fratello di Abdelmajid Touil. Abderazzak mostra il quaderno, che non fa parte del materiale sequestrato finora. Partono dai primi di marzo e arrivano fino ai primi di aprile le date delle lezioni appuntate. "E' quello di Abdelmajid", afferma il fratello Abderrazzak. Ha la copertina rossa, con una quarantina di pagine scritte con una calligrafia incerta, e molte fotocopie. Sono lezioni di italiano del corso che il 22enne frequentava in una scuola della zona.

La Procura di Milano in base ai registri della scuola frequentata da Touil e alle testimonianze dei docenti nel frattempo aveva accertato proprio che sarebbe stato in Italia sia nel giorno della strage che in quelli precedenti e successivi.

«Era un bravo ragazzo, me lo ricordo anch'io che era in classe nei giorni dell'attentato in Tunisia». A raccontarlo all'ANSA è Fatiha Boualy, una marocchina di 28 anni che studiava con Touil. «Non credo possa essere un terrorista...ma se non aveva neanche un euro per comprare le sigarette! Cercava sempre una qualche occasione di lavoro. Era un ragazzo affabile, chiacchierava con tutti serenamente ma effettivamente parlava molto male l'italiano». La giovane Fatiha racconta la sua esperienza con Touil in un corridoio dell'Istituto comprensivo R. Franceschi di Trezzano sul Naviglio (Milano), dove il nordafricano arrestato, che abitava in una cittadina poco distante, Gaggiano, frequentava un corso di italiano. Poco distante, in un'aula, si tiene la lezione, che è cominciata in ritardo rispetto all'orario previsto, le 15, per la presenza all'esterno della scuola di giornalisti e curiosi. Le autorità scolastiche, il sindaco e i docenti hanno confermato a più riprese la sua presenza a scuola nelle due lezioni del 16 e 19 marzo.

"Andranno chiariti" i movimenti di Abdel Majid Touil dopo il suo ingresso in Italia lo scorso 17 febbraio: "tra quella data ed il 19 maggio non sono emerse evidenze della sua presenza sul territorio nazionale", aveva detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, nella sua informativa alla Camera sull'arresto del marocchino sospettato di essere coinvolto nella strage del Bardo a Tunisi.

ALFANO: "AGITO SU MANDATO INTERNAZIONALE". Parlerebbe ancora di successo investigativo per l'arresto di Abdelmajid Touil? «Abbiamo eseguito un mandato di arresto internazionale sulla base di indagini svolte in un altro Paese. È lì che va rivolta la domanda. Un mandato di arresto internazionale non è competenza italiana». Lo dice il ministro dell'Interno Alfano. «Abbiamo realizzato una cattura non semplice - sottolinea ancora il ministro - grazie al buon funzionamento delle impronte e del sistema di rintraccio di una persona che aveva fornito un'identità falsa, come ho detto oggi alla Camera».

TOUIL IN ISOLAMENTO A SAN VITTORE. Si trova in isolamento in una cella del sesto raggio del carcere milanese di san Vittore Abdelmajid Touil. E proprio domani, in mattinata nella casa circondariale, si terrà l'udienza di convalida dell'arresto del 22enne, difeso
dall'avvocato Silvia Fiorentini. Il giovane comparirà davanti ad Antonio Nova, il giudice della quinta corte d'Appello penale di Milano delegato all'adempimento delle formalità previste quando si tratta di una richiesta di arresto internazionale e in questo caso da parte dell'autorità giudiziaria tunisina.  Toccherà al giudice effettuare l'identificazione 'formale" e chiedere a Touil se intende dare il consenso all'estradizione. Consenso che certamente verrà negato.

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